Gestione del sito implantare in zona estetica con Roll–flap technique: un caso clinico

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Fig. 1 Situazione clinica iniziale. E’ evidente un difetto dei tessuti molli di classe 1° secondo Seibert.
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La riabilitazione implantare dell’elemento singolo in zona estetica rappresenta per il clinico una sfida importante. Infatti, non sempre le condizioni del sito sono ideali per ottenere un buon risultato, sia estetico che funzionale.

Spesso si evidenziano difetti a carico dei tessuti molli, di quelli duri o di entrambi.
Il seguente caso clinico riguarda una giovane donna che si è presentata alla nostra attenzione richiedendo la riabilitazione dell’elemento 21, perso diversi anni prima a seguito di un trauma.

Nella sede dell’edentulia è presente un difetto di cresta di I° Classe di Seibert (combinazione di perdita vestibolo-linguale di tessuto, con normale altezza apico-coronale).

PIANO DI TRATTAMENTO

Dalla CBCT della zona edentula si apprezza un volume osseo idoneo ad accogliere un impianto di ø 3,4 mm e L. 13 mm. L’impianto verrà protesizzato immediatamente.
Per la correzione del difetto di I° Classe di Seibert si programma di effettuare un lembo peduncolato usando la tecnica di Roll-Flap.

PROCEDURE CHIRURGICHE

Due ore prima dell’intervento, è stata prescritta terapia antibiotica con 2g di Amoxicillina + Ac. Clavulanico.

È stato eseguito un lembo peduncolato di tessuto connettivo dal versante palatino della zona edentula; prima dello scollamento, con una fresa diamantata a grana grossa, il lembo è stato privato dell’epitelio di superficie.

Sul versante vestibolare il connettivo è stato scollato a spessore parziale per creare una tasca all’interno della quale il lembo peduncolato è stato invaginato ed ancorato con un punto di sutura.
È stato preparato il sito implantare ed inserita una fixture di diametro 3,4 mm e lunghezza 13 mm.

All’impianto è stato collegato un moncone protesico provvisorio su cui è stata ribasata una corona in resina.

Il provvisorio avvitato all’impianto ha un carico non funzionale.
Dopo l’intervento la paziente ha ricevuto dettagliate istruzioni di igiene, sono stati prescritti sciacqui con Clorexidina 0,2 % 3 volte al giorno per 1 minuto per un periodo di 15 giorni.
Il punto di sutura è stato rimosso 10 giorni dopo la fase chirurgica.

La paziente è stata controllata settimanalmente per le prime 4 settimane, ogni 2 per i successivi 2 mesi.
Per i primi 3 mesi la protesi non è stata svitata dall’impianto, successivamente il provvisorio è stato rimosso e modificato dove necessario per un buon condizionamento dei tessuti molli perimplantari.

Durante la fase di guarigione, con una fresa diamantata, è stato rimosso un tatuaggio presente in corrispondenza della parabola gengivale.

La protesizzazione finale è avvenuta a 4 mesi dal carico provvisorio, quando i tessuti perimplantari hanno mostrato una stabilità ed un’estetica soddisfacente.

DISCUSSIONE

L’implantologia, come confermato dai numerosi studi clinici, consente di ottenere risultati affidabili e predicibili, sia nel breve che nel lungo periodo.

Nella sostituzione del dente singolo è ormai la soluzione più utilizzata essendo anche la più conservativa.

Nei settori estetici, come quello del caso qui presentato, l’attenzione del clinico deve comunque coniugare il risultato funzionale a quello estetico, anche attraverso l’utilizzo di particolari tecniche chirurgiche di gestione dei tessuti molli come quella sopra descritta.