Formazione Aso: non può prescindere dalla conoscenza della biologia

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manuale formazione ASO
20060194 - illustration of deoxyribonucleic acid structure

L’odontoiatria è un insieme di discipline tecnico-scientifiche che rientrano nella grande complessità dell’arte medica. Da qui l’importanza della formazione Aso.

Lo sviluppo delle tecnologie e le necessità organizzative per essere competitivi non devono far perdere di vista, comunque, la relazione medico-paziente, che è una relazione tra persone, prima ancora che una relazione professionale.

Il ruolo dell’assistente dentale si inserisce in modo determinante proprio in questa relazione, che ha come oggetto la cura della bocca e la salute di un soggetto, che è un unicum di “psiche” e “soma”.

Mentre la prima componente è argomento di studio della psicologia, la seconda lo è della biologia.

Aso: fondamentale conoscere la biologia

La biologia è la scienza che studia la vita, i processi chimico-fisici alla base dei fenomeni che caratterizzano gli organismi viventi, inclusa la composizione molecolare, il funzionamento biochimico, la genetica, il loro sviluppo e la loro evoluzione.

Non a caso il legislatore ha voluto includere “elementi di chimica, biochimica e microbiologia” nelle competenze formative del nuovo profilo sanitario dell’Aso.

Alla Dental Equipe School insegniamo da tempo queste materie. Ho ritenuto giusto però farle assimilare agli studenti suddividendole in due blocchi: il primo di “biochimica introduttiva alla biologia e alla clinica medica e odontoiatrica”, il secondo di “elementi di microbiologia e antibioticoterapia”.

Anche nel “Manuale per Assistente di Studio Odontoiatrico” abbiamo scritto due capitoli distinti, sforzandoci di rendere facilmente comprensibile la complessità degli argomenti.

All’inizio si può rimanere un po’ perplessi e trovare esagerato far entrare gli studenti nel microcosmo della cellula vivente, in particolare quella umana.

Ma le cellule nascono, crescono, si nutrono, si riproducono, invecchiano e muoiono proprio come il macrocosmo che include gli organismi pluricellulari degli essere viventi, come l’uomo.

Si tratta di un percorso interessante che coinvolge in modo appassionante gli studenti stessi per far comprendere loro i meccanismi fondamentali della vita. Professionalmente crea una nuova consapevolezza nel modo di lavorare.

L’Aso è costantemente a contatto fisico nell’esercizio delle sue funzioni con la materia biologica, basti pensare al sangue, alla saliva, ai biofilm, ai batteri, ai virus ecc.

Per tale ragione è necessario conoscere la biologia, perché consente di comprendere i meccanismi di sviluppo delle malattie, partecipare alla cura in modo attivo e prevenire i rischi biologici.

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Il DNA e le cellule

Questo viaggio affascinante nel mistero della vita inizia proprio dalla meraviglia del nostro patrimonio genetico, unico e irripetibile, formato da tanti geni che raccontano di noi in una sequenza molecolare a doppia elica, che è il DNA.

Ne sentiamo parlare quotidianamente dai media a proposito di crimini o riconoscimenti di genitorialità.

In realtà, a noi interessa comprenderne la modalità di trasformazione dell’informazione genomica nella costruzione proteica di come siamo fatti e di come funzioniamo per vivere.

Per questo spieghiamo come avviene la divisione cellulare e la fecondazione, chiarendo i concetti di mitosi e di meiosi.

Solo così si arriva a comprendere cosa siano i cromosomi nella condizione di normalità o cosa invece possa comportare la loro alterazione qualitativa o quantitativa, come ad esempio la presenza di un cromosoma in più nella trisomia 21 (sindrome di Down).

Addentrandosi nella parte clinica si coglie la differenza tra una citodiagnosi e l’istologia diagnostica di un prelievo bioptico per una lesione sospetta.

Conoscere la normalità delle cellule “tipiche” significa poter comprendere l’orientamento displasico delle cellule “atipiche” in senso tumorale.

Il cancro passa sempre dall’alterazione del Dna che comporta una modificazione del comportamento cellulare che diventa più aggressivo, fino all’anarchia più totale.

L’assistente dentale non deve fare il medico, ovviamente, ma quando prende parte come operatore a un intervento impara a riconoscere i vari tessuti costituiti da cellule con caratteristiche omogenee.

Basti pensare ai tessuti epiteliale, connettivo, adiposo, osseo, muscolare, nervoso, al sangue.

Tutti questi elementi si vedono normalmente quando si apre un lembo chirurgico per un semplice intervento di implantologia, per esempio.

Quando a lezione chiedo agli studenti cosa sia e dove sia il midollo osseo, quasi sempre mi rispondono riferendosi alla colonna vertebrale, confondendolo con il midollo spinale, e dimenticando che è la matrice emopoietica di produzione delle cellule del sangue: eritrociti, leucociti e piastrine. Anche quando si parla di cellule staminali c’è grande confusione.

La maggior parte delle persone pensa che siano solo quelle embrionali o placentari.

Queste sono sì quelle totipotenti o pluripotenti, ma fortunatamente nel midollo osseo manteniamo una certa quota di cellule multipotenti: sono le cellule staminali mesenchimali, capaci di differenziarsi in osteoblasti, condrociti, miociti e molti altri tipi di cellule.

È proprio grazie a queste cellule staminali inglobate nel nostro coagulo stabilizzato post-estrattivo che possiamo confidare nella nuova produzione di osso, utile poi a posizionare e integrare il successivo impianto.

Il sangue e i suoi componenenti

Spiegare in modo semplice come sia composto il sangue ci consente di comprendere il funzionamento di alcune cellule fondamentali nella gestione clinica e chirurgica dei nostri pazienti odontoiatrici come le piastrine e i meccanismi della coagulazione e l’interazione con i farmaci.

Oggi sono molto diffusi tra i pazienti, anziani e meno, i farmaci che allungano i tempi di coagulazione per prevenire pericolosi eventi trombotici.

Questi agiscono sulla fase dell’aggregazione piastrinica come l’aspirina oppure sulla fase della cascata della coagulazione come l’eparina, il warfarin e l’acenocumarolo.

Per tale ragione, è importante monitorare e comunicare il tempo di protrombina.

Poi ci sono i nuovi anticoagulanti orali (NAO), la conoscenza dei loro meccanismi di funzionamento e di interazione consente allo studio di evitare spiacevoli e pericolosi eventi come le emorragie, che potrebbero portare a eventi molto critici.

Non possiamo concludere la rapida carrellata sugli argomenti più rilevanti della biologia clinica senza parlare di immunità.

È il nostro angelo custode che sorveglia costantemente per difenderci da intrusioni estranee; sa cioè riconoscere il proprio dal non proprio.

Basti pensare all’ingresso nell’organismo di virus o batteri patogeni, che costituiscono degli antigeni, capaci di innescare una risposta umorale con la produzione di anticorpi.

Un assistente deve sapere cosa sia un vaccino, non solo per avere una propria consapevolezza e criticità sui dibattiti pubblici, ma anche per tutelare la propria salute nel luogo di lavoro o quella dei propri figli.

Basti pensare a come la vaccinazione dell’epatite B, oggi resa obbligatoria, abbia ridotto il relativo rischio biologico negli studi odontoiatrici.

I livelli di guardia negli studi non devono mai essere abbassati quando ci troviamo pazienti immunodepressi, a causa di terapie oncologiche o per trapianti.

Quante volte, inoltre, ci imbattiamo nelle patologie come per esempio nell’autoimmunità in cui il sistema immunitario produce in modo aberrante anticorpi contro le cellule del proprio organismo.

Ricordiamo l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso, la sclerosi multipla, ecc.

C’è poi tutta quella serie di disturbi dovuti invece a un eccesso di zelo del sistema immunitario verso antigeni presenti in natura, come pollini, polveri, acari, o in certi farmaci.

Sono le allergie, che possono sfociare in eventi drammatici come lo shock anafilattico, evento tutt’altro che raro e che per il quale bisogna sempre essere allertati e preparati a intervenire tempestivamente.

Insomma, credo che ci sia più che una valida ragione perché l’Aso debba avere un’adeguata formazione biologica.