Fatturazione elettronica al centro di un’interrogazione parlamentare

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L’imminente entrata in vigore degli obblighi relativi alla fatturazione elettronica e i conseguenti disagi che tale direttiva andrebbe a generare tra i titolari di studi odontoiatrici, tipicamente monoprofessionali o comunque di piccola dimensione, ha indotto il presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani, Carlo Ghirlanda, ad attivarsi nei confronti del ministero dell’Economia e delle Finanze, allo scopo di favorire un’entrata in vigore graduale e rispettosa delle esigenze di tutti gli studi odontoiatrici il cui fatturato sia inferiore a 400.000€ annui, che costituiscono la maggioranza del settore odontoiatrico.

Nel quadro delle azioni intraprese da ANDI e del ruolo di collegamento che l’Associazione deve avere tra i decisori e la professione, è stato rivolto un appello a tutti i parlamentari e senatori delle commissioni finanze di Camera e Senato, interagendo con i principali attori di riferimento, trasferendo loro la necessità di intervenire sulla direttiva in tema di fatturazione elettronica, tenendo conto dei diversi ambiti professionali.

Si tratta di un lavoro svolto in concerto con FNOMCeO, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri e con le sigle del settore CAO, AIO ed Enpam, che per la prima volta hanno dato vita ad una “cabina di regia” coordinata.

A fronte di questa sollecitazione, in data 17 ottobre 2018 è stata presentata al ministro Giovanni Tria un’interrogazione a firma degli onorevoli Bagnasco, Cassinelli e Gagliardi, nella quale si evidenzia come l’obbligo della fatturazione elettronica rischi di trasformarsi con tutta probabilità in un ulteriore aggravio di costi per i privati e le imprese che tentano faticosamente di riprendersi dalla crisi.

Per questo motivo, i firmatari dell’interrogazione rivolgono al ministro Tria la richiesta di una valutazione, affinché l’applicazione della fatturazione elettronica possa avvenire gradualmente, al fine di favorire la messa a punto delle procedure informatiche e far in modo che i soggetti IVA più piccoli vengano coinvolti solo quando l’adempimento sarà divenuto più facile e veloce; considerando la possibilità che l’obbligo della fatturazione elettronica non sia contestuale al pagamento da parte del paziente, ma che possa essere differito entro un termine da stabilire.

Parallelamente è stata proposta l’eventualità di attenuare sensibilmente il regime sanzionatorio, perlomeno nel suo primo anno di efficacia, così come previsto in altre occasioni di grandi novità fiscali.

Un’azione che rafforza sensibilmente le opzioni di riequilibrio in ambito normativo e che conferma come la nuova policy di ANDI non intenda abbassare il livello di attenzione sulle problematiche del mondo odontoiatrico, a sostegno della professione e della qualità del servizio reso ai cittadini.