Incentivi “resto al Sud”

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Sono un odontoiatra dipendente di uno studio professionale in Campania. Ho intenzione di avviare con altri giovani colleghi un’attività professionale in proprio nella forma di società tra professionisti di capitali. Vorrei sapere se posso usufruire degli incentivi del cosiddetto decreto “resto al Sud”?

 

Gli incentivi dapprima previsti solo per le imprese sono poi stati estesi dalla legge di Bilancio 2019 anche alle attività professionali, infatti, è stato sottoscritto il decreto attuativo che estende la platea dei destinatari, ma al momento tale decreto non è stato ancora pubblicato.

Vengono previste delle forme di incentivo molto interessanti in quanto aiutano a coprire le spese per avviare l’attività fino ad un massimo di 50.000 euro di spese. Sono ammissibili le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

L’investimento sarà coperto da una contribuzione a fondo perduto pari al 35% delle stesse mentre il restante 65% sarà erogato sotto forma di prestito bancario (da rimborsare in otto anni) che avrà come garanzia il Fondo di Garanzia delle PMI.

Gli interessi sul prestito sono anch’essi coperti da apposita forma di contribuzione. Infatti il finanziamento è concesso “alle condizioni economiche definite dalla Convenzione di cui all’articolo 1, comma 14, del decreto legge n. 91/2017 assistito da un contributo in conto interessi erogato dal soggetto gestore e dalla garanzia prestata dal Fondo di Garanzia per le PMI sulla base dei criteri e delle modalità previste dal decreto istitutivo della Sezione specializzata di cui all’articolo 1, comma 9, lettera b) del decreto-legge n. 91/2017”.

L’agenzia controllata dal ministero dell’Economia (denominata Invitalia) gestirà le domande, le vaglierà e seguirà la procedura. L’incentivo ha dei limiti di risorse disponibili e pertanto si procederà secondo la cronologia delle domande presentate fino ad esaurimento dei fondi.

Alcuni dei requisiti richiesti:

  • avere un’età inferiore ai 46 anni ed essere residente in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda;
  • trasferire la residenza nelle citate regioni dopo l’avvenuta conferma di esito positivo all’accoglimento della domanda;
  • non risultare titolari di partita Iva nei dodici mesi precedenti per la stessa attività per cui si chiede agevolazione;
  • non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento.

Pertanto, rispettando i requisiti sopra evidenziati, si dovrebbe rientrare nell’incentivo purché si interrompa il rapporto di lavoro da dipendente.

Qualora nella istituenda società vi siano anche soci che non posseggono i requisiti si può comunque presentare la domanda, qualora i soci che non rispettino i requisiti non superino i 1/3 della compagine sociale e non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado (definito secondo le regole civilistiche) con nessuno dei richiedenti.

La valutazione della forma societaria deve essere adeguatamente ponderata in relazione ai possibili costi di struttura che normalmente sono connessi all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie che sono subordinate ad una maggiore richiesta di requisiti anche strutturali. ●