Un nuovo pilastro per il sistema sanitario: il fascicolo sanitario elettronico

Obblighi e opportunità per gli studi medici

Un nuovo pilastro per il sistema sanitario: il fascicolo sanitario elettronico
Un nuovo pilastro per il sistema sanitario: il fascicolo sanitario elettronico

Il fascicolo sanitario elettronico (FSE) rappresenta un nuovo pilastro della digitalizzazione del sistema sanitario italiano: la sua finalità primaria è la centralizzazione delle informazioni cliniche del paziente, in modo da garantire continuità e qualità delle cure. La sfida in un futuro molto prossimo, anche nel settore odontoiatrico, sarà quella di dotarsi di strumenti adeguati in grado di dialogare con il FSE e produrre una documentazione clinica che rispetti gli stringenti standard imposti dalle normative.

Il decreto ministeriale del 7 settembre 2023 rappresenta una tappa significativa per la gestione delle informazioni cliniche e la tutela della salute pubblica. Le aziende sanitarie locali, le strutture del Servizio sanitario nazionale (SSN), i servizi sociosanitari regionali, le strutture accreditate e autorizzate, insieme agli esercenti delle professioni sanitarie, sono chiamati a caricare i dati sanitari degli assistiti nel fascicolo sanitario elettronico entro cinque giorni dall’erogazione delle prestazioni. La normativa attribuisce a questi attori la responsabilità della corretta e puntuale alimentazione del fascicolo, pena possibili sanzioni in caso di omissioni o inesattezze. Il cosiddetto FSE 2.0, previsto nel contesto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), rappresenta, pertanto, un ulteriore passo in avanti verso un’integrazione più ampia e inclusiva delle informazioni sanitarie, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai dati sanitari per tutti i soggetti coinvolti nella gestione della salute del paziente, includendo non solo le strutture pubbliche, ma lasciando spazio anche a un potenziale coinvolgimento del settore privato.

Questa evoluzione impone una riflessione approfondita sull’importanza di dotarsi di strumenti capaci di mantenere il passo con le novità che verranno introdotte, “dialogare” con le infrastrutture ufficiali e generare dati in modo sicuro ed efficiente. Per gli studi medici sarà un cambio di paradigma: non basterà infatti raccogliere informazioni sui pazienti, ma sarà necessario che queste siano accessibili in tempo reale, protette da solidi sistemi di sicurezza e, soprattutto, che possano essere integrate e condivise tra i diversi attori del sistema sanitario, nel pieno rispetto delle normative sulla privacy e sulla protezione dei dati personali.

Fig. 1A
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Nonostante le linee guida stabilite dal Governo siano piuttosto ambiziose e restrittive, i dati sull’uso del fascicolo evidenziano una crescente adozione della piattaforma sia da parte dei cittadini che dei professionisti sanitari. La fiducia dei pazienti nella condivisione dei propri dati sanitari e l’aumento del numero di specialisti abilitati indicano un progresso significativo verso una sanità più digitale e integrata. L’uso frequente del FSE, soprattutto in periodi recenti, dimostra quanto la piattaforma stia diventando uno strumento essenziale per migliorare l’accessibilità e la gestione delle informazioni mediche (fig.1, 2).

Fig. 1B
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In questo scenario, è interessante riflettere sul valore strategico di questi dati sanitari, che si manifesta quindi su più livelli, a cominciare dalla possibilità di sviluppare cure personalizzate. Grazie alla raccolta e all’analisi dei dati sanitari, infatti, è possibile modellare trattamenti su misura per ogni singolo paziente, rispondendo in modo più puntuale a specifiche condizioni e necessità cliniche. Ciò segna un profondo cambiamento nella medicina tradizionale, orientandola verso una medicina di precisione, in cui il trattamento non è più standardizzato, ma diventa flessibile, dinamico e adattabile. Questo non solo migliora l’efficacia delle cure, ma riduce anche i rischi di trattamenti inefficaci o, peggio ancora, dannosi.

Fig. 2 Fonte: Ministero della Salute - Dipartimento per la Trasformazione Digitale
Fig. 2 Fonte: Ministero della Salute - Dipartimento per la Trasformazione Digitale

Dal punto di vista tecnologico, l’interoperabilità rappresenta una delle sfide principali, poiché il FSE 2.0 punta a una completa integrazione tra i diversi sistemi regionali attraverso l’Infrastruttura nazionale per l’interoperabilità (INI). Questo consentirà un accesso centralizzato ai dati del paziente, facilitando la continuità assistenziale e la condivisione delle informazioni tra operatori sanitari, indipendentemente dalla regione di appartenenza. Parallelamente, questa grande disponibilità di dati di qualità potrà stimolare e accelerare il progresso scientifico: l’accesso a grandi quantità di informazioni ben strutturate permetterà ai ricercatori di condurre studi più approfonditi e completi, favorendo la scoperta di nuovi farmaci, terapie innovative e metodologie di trattamento all’avanguardia. Il FSE, quindi, non rappresenta soltanto uno strumento utile per i professionisti della sanità nel quotidiano, ma diventa un catalizzatore per l’innovazione in campo medico e scientifico.

È importante sottolineare che il delicato equilibrio tra la necessità di centralizzare e ottimizzare i dati per fini sanitari e il diritto del cittadino a decidere chi possa accedere a informazioni così personali, restano temi ancora di discussione. Sebbene il FSE 2.0 sia progettato per garantire il massimo rispetto della privacy, consentendo agli utenti di gestire i consensi per l’accesso ai propri dati e di opporsi all’inclusione delle informazioni pregresse, il garante della privacy ha espresso preoccupazioni circa la gestione dei dati sensibili, sollevando interrogativi sull’adeguatezza delle misure di sicurezza adottate e sull’importanza del consenso informato del paziente. Anche se il decreto stabilisce chiaramente i limiti di responsabilità per le varie entità coinvolte nell’alimentazione del fascicolo, resta cruciale garantire che i cittadini siano correttamente informati sui trattamenti dei loro dati, e che questi siano adeguatamente protetti in conformità al GDPR. Il decreto, infatti, prevede che gli assistiti possano oscurare specifiche informazioni presenti nel proprio FSE, garantendo una maggiore tutela della privacy. Tuttavia, in situazioni di emergenza, il personale sanitario potrà accedere alle informazioni rilevanti per il tempo strettamente necessario, assicurando comunque il rispetto della volontà del paziente, laddove possibile. Inoltre, l’introduzione dell’alimentazione obbligatoria del FSE potrebbe generare diffidenza tra i cittadini, inducendoli a oscurare una maggiore quantità di dati. Ciò potrebbe limitare il potenziale dello strumento, riducendo la possibilità per i medici di accedere a una visione completa della storia clinica del paziente e, di conseguenza, compromettere l’efficacia delle cure personalizzate.

La gestione trasparente e sicura del FSE diventerà, dunque, un elemento chiave per il successo e la piena accettazione di questo strumento, essenziale per una sanità sempre più efficiente e personalizzata.