
La bocca come specchio della salute dell’atleta.
È questo il principio alla base del protocollo di Check Up Odonto-Sportivo sviluppato da DentalPro in collaborazione con il Torino Football Club, presentato il 21 maggio scorso in una conferenza stampa presso la sede del club granata. Un progetto che fa del Torino FC il primo club calcistico italiano ad integrare la valutazione odontoiatrica multidisciplinare nei controlli di routine degli atleti.
Il peso degli infortuni nel calcio professionistico
Il punto di partenza è un dato economico difficile da ignorare: nella stagione 2024/25, il campionato di Serie A ha registrato 858 infortuni, con un costo complessivo per le società pari a 103 milioni di euro. Un infortunio muscolare costa in media 80.000 euro e comporta uno stop di circa 15 giorni; un infortunio al ginocchio può arrivare a 390.000 euro con quasi due mesi di assenza dal campo. In questo scenario, anche una riduzione del 20% degli infortuni ottenuta attraverso la prevenzione odontoiatrica si tradurrebbe in un risparmio di circa 20 milioni di euro. Numeri che trasformano la salute orale da questione clinica a variabile strategica per i club.
Il protocollo: tre aree, un approccio multidisciplinare
Il Check Up Odonto-Sportivo DentalPro si articola su tre aree di valutazione affidate a specialisti distinti: chirurgo orale e parodontologo per l’area infettiva, ortodontista e gnatologo per quella posturale, osteopata per l’equilibrio globale. Un sistema a semaforo — verde, giallo, rosso — classifica lo stato di salute di ciascun atleta e orienta l’eventuale piano di cura personalizzato.
Il professor Alessandro Leonida, Direttore Medico Scientifico di DentalPro e docente all’Università di Ferrara, ha illustrato i risultati emersi dallo screening sul Torino FC: l’area parodontale-infettiva è risultata la più critica, con un’incidenza del 54%; quella ortodontico-posturale ha interessato il 30% degli atleti; quella osteopatica il 16%. Nel complesso, la stragrande maggioranza dei calciatori presentava almeno una criticità clinica, spesso in forma asintomatica. «Non bisogna pensare solo ai traumi dentali», ha precisato Leonida. «La salute orale incide direttamente sulla performance e sulla prevenzione degli infortuni, sia muscolari che ortopedici. Quando parliamo di check-up odonto-sportivo, stiamo parlando di uno strumento diagnostico a tutto tondo, capace di intercettare squilibri che il medico sportivo tradizionale difficilmente individuerebbe. L’integrazione tra odontoiatria e medicina dello sport non è più un’opzione: è una necessità clinica».
I dati: criticità diffuse anche tra i professionisti
I numeri emersi dallo screening sono significativi. Tra gli atleti delle squadre maschile e femminile del Torino FC — prima squadra e Primavera — è stata rilevata la presenza di tartaro nell’89% dei casi, denti del giudizio da estrarre nel 79%, malocclusione dentale nel 52%, sanguinamento gengivale nel 58% e carie nel 42%. I test salivari hanno inoltre mostrato positività ai patogeni associati alla malattia parodontale nel 68% dei casi.
«Questi dati confermano quanto la salute orale sia ancora oggi un aspetto sottovalutato anche nello sport ad alto livello», ha dichiarato il dottor Paolo Minafra, Coordinatore e Responsabile sanitario del Torino FC. «La presenza così diffusa di tartaro, carie, infiammazione gengivale e la positività ai patogeni parodontali rappresentano segnali clinici importanti, con possibili ripercussioni sistemiche sull’organismo dell’atleta».
Il legame tra infiammazione orale e performance
La base scientifica del progetto è solida. Uno studio pubblicato su calciatori professionisti ha evidenziato che solo il 37% del campione non presentava problemi di salute orale, e che nei soggetti con peggiore condizione orale il rischio di infortuni ricorrenti aumentava fino all’88%. Le patologie del cavo orale — carie e parodontite in primis — generano infiammazione cronica, con innalzamento dei livelli di Proteina C-Reattiva e citochine pro-infiammatorie. Le conseguenze dirette includono affaticamento muscolare precoce, riduzione della resistenza, tempi di recupero più lunghi e maggiore vulnerabilità agli infortuni.
Il professor Tiziano Testori, docente all’Università del Michigan e riferimento scientifico del progetto, ha posto l’accento sulla natura sistemica della patologia parodontale: «La parodontopatia colpisce il 60% della popolazione italiana ed è spesso completamente silente. Il paziente — e l’atleta — non avverte dolore, non percepisce il problema, eppure il suo organismo è in uno stato infiammatorio cronico che condiziona ogni processo biologico, dal recupero muscolare alla risposta immunitaria. Questo è il motivo per cui i controlli periodici non vanno intesi come una semplice pulizia dei denti, ma come un vero e proprio mantenimento parodontale: un atto medico a tutti gli effetti, capace di intercettare precocemente condizioni che altrimenti resterebbero invisibili per anni».
Il dottor Samuele Baruch, Direttore del Comitato Medico Scientifico e Co-fondatore di DentalPro, ha invece sottolineato le implicazioni cliniche più ampie del progetto: «La bocca è una porta d’accesso per i batteri verso l’intero organismo. Malocclusioni, infiammazioni gengivali, patologie parodontali non trattate possono generare disequilibri posturali e uno stato di infiammazione sistemica silente che si ripercuote sull’intero apparato muscolo-scheletrico. In un atleta professionista, questo si traduce in recuperi più lenti, maggiore vulnerabilità agli infortuni e cali di rendimento difficili da attribuire a una causa precisa. Questi dati confermano quanto la prevenzione odontoiatrica debba essere considerata parte integrante della medicina sportiva: intervenire in modo tempestivo significa contribuire alla salute dell’atleta e supportarne il rendimento nel lungo periodo».
La voce del club e lo sguardo al futuro
L’adesione del Torino FC al protocollo non è stata casuale. «Siamo molto lieti di aver avviato questo percorso con una società così prestigiosa», ha affermato Michel Cohen, Fondatore e AD di DentalPro. «L’obiettivo è contribuire alla riduzione dei fattori di rischio, migliorare il benessere degli sportivi e ottimizzare i costi legati agli stop fisici». Cohen ha inoltre anticipato che diverse altre società sportive, non solo calcistiche, hanno già richiesto l’adozione del protocollo.
Un segnale di cambiamento culturale sottolineato anche da Francesco Graziani, Brand Ambassador di DentalPro: ai tempi della sua carriera la salute orale era del tutto ignorata, e solo anni dopo si comprese come alcuni infortuni muscolari ricorrenti fossero riconducibili a problemi masticatori non trattati. L’ambizione dichiarata è quella di rendere la visita odonto-sportiva una prassi strutturata, con un appello formale a FIGC e CONI affinché promuovano protocolli di prevenzione annuali per tutti gli atleti federati.




