Odontoiatria 4.0

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odontoiatria 4.0

Anche l’industria del settore odontoiatrico ha avuto un importante slancio, con l’aumento e la semplificazione dei processi lavorativi, con dei “work flow” performanti in qualità, precisione e diminuzione dei tempi di produzione.
Un processo questo che va già oltre l’informatizzazione perchè prevede anche la modifica, con strumentario sofisticato, di metodiche cliniche non obsolete ma passibili di miglioramenti in qualità e precisione.

Metodiche gestite anche con sistemi di controllo remoto, una delle peculiarità dell’industria 4.0.
L’ingresso del digitale in odontoiatria ha come obiettivo il miglioramento della fase di programmazione dei trattamenti e la semplificazione delle procedure.
Uno degli esempi più consolidati è tutt’ora l’impronta digitale, che ha soppiantato ormai gli schemi e modificato i protocolli per la rilevazione dell’impronta e il trasferimento del dato.

La svolta digitale ormai raccoglie molti consensi clinici e interessa le varie discipline. L’implantologia guidata è stata il primo settore ad avvalersi del supporto digitale.
Il work flow digitale ha permesso la preparazione della dima implantare, con notevoli vantaggi in fatto di precisione, a partire già dalla fase di progettazione pre-chirurgica.
Inoltre, si è riscontrata una notevole diminuzione dei tempi di lavoro chirurgici con ripristino funzionale delle intere arcate nel giro delle 24 ore.

Oppure, con un semplice “click”, nel caso di lavori protesici complessi, è possibile ottenere un’impronta digitale immediata, analizzarla in tempo reale con chi eseguirà il manufatto, pur non trovandosi fisicamente nello stesso luogo. E ancora programmare un lavoro ortodontico estetico con mock-up digitali virtuali pre-visualizzando il risultato finale.
Anche la robotica in campo medico continua a fare passi da gigante.

I dentisti potrebbero essere sostituiti da intelligenze artificiali governate da algoritmi sempre più sofisticati. In Cina è stato eseguito il primo intervento di implantologia realizzato da un robot, senza l’intervento umano.

Gli esperti al South China Morning Post hanno detto che la tecnologia è stata sviluppata per ovviare alla carenza di dentisti qualificati.
Viene d’obbligo però chiedersi se all’utilizzo delle nuove tecnologie applicate al settore odontoiatrico corrisponda un aumento della qualità finale.

La letteratura scientifica, a questo proposito, ci fornisce alcuni spunti.
Spunti che, riportandoci alla realtà, provengono da uno studio di T. Joda, F. Zarone, M. Ferrari pubblicato da BMC Oral Health dal titolo “The complete digital workflow in fixed prosthodontics: a systematic review.”

Nella loro revisione gli autori sottolineano che il numero di trial clinici inerenti ai flussi di lavoro digitali è nettamente inferiore rispetto alle continue nuove applicazioni introdotte dal progresso industriale.
Infatti, in studi eseguiti sui trattamenti di protesi fissa i protocolli a garanzia di qualità in alcuni casi mancano.

È come se all’industria o all’odontoiatria 4.0 possa interessare poco il parere clinico, ma soprattutto il ruolo accademico a tutela della qualità.
Ci si augura che non sia un discorso brutalmente legato al business.

Un altro aspetto molto importante riguarderebbe la protezione del dato sensibile. Infatti, una volta digitalizzato, tale dato può essere manipolato, come sottolineato dagli autori M. Favaretto, D. Shaw, E. De Clercq, T. Joda e BS. Elger in una revisione sistematica pubblicata su International Journal Environmental Research and Public Health dal titolo “Big Data and Digitalization in Dentistry: A Systematic Review of the Ethical Issues”.

A conferma di quanto esposto, nel mese di ottobre 2022 si terrà a Pisa la XII edizione dell’Internet Festival, con sociologi di fama internazionale che si confronteranno andando a esplorare il dato umano del web in una manifestazione dal titolo “Il web rivela la sua imperfezione”.

Scelta che sembra controcorrente quando si parla di innovazione digitale, dai più considerata il regno della potenza, dell’infallibilità e dell’efficacia, in cui progresso e tecnologia sono i protagonisti indiscussi.

Dunque, una digitalizzazione imperfetta che intende riportare l’uomo al centro del progetto.
Infatti, mai come adesso la rivoluzione digitale si è rivelata fragile e vulnerabile.
L’innovazione tecnologica in ambito medico deve considerare di vitale importanza il supporto scientifico come aiuto nel formulare protocolli per le varie terapie cliniche.

Dal punto di vista etico-professionale, il clinico deve avvalersi di tecnologie e innovazioni scientifiche comprovate da trial clinici, come tutela per i pazienti.

Da ultimo, con il termine odontoiatria 4.0 ho voluto sottolineare come le tecnologie innovative siano entrate nel mondo odontoiatrico, ciò però deve ritenersi come una garanzia di miglioramento delle terapie solo se supportate da protocolli scientificamente garantiti. Altrimenti aspettiamoci un livellamento dell’odontoiatria tendente verso il basso.
Un trend che il clinico non può accettare, in quanto approccio clinico e tecnologia devono mirare all’eccellenza.
Questo è l’augurio…