Minimizzare i rischi di una possibile trasmissione del virus durante le sedute di cura odontoiatriche

Il decalogo AIO

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minimizzare i rischi

AIO – Associazione Italiana Odontoiatri, sindacato odontoiatrico con 8 mila iscritti, ha approntato un decalogo con specifiche per evitare contagi negli studi dentistici che prende spunto dalle indicazioni condivise nei giorni scorsi con ANDI e Commissione Nazionale Albo Odontoiatri.

Le indicazioni specifiche sulla prevenzione dell’infezione da coronavirus negli studi sono rivolte non solo agli 8 mila iscritti ma a tutti i professionisti, dopo il decreto che ha diviso in due l’Italia per contenere la diffusione del Covid-19, con limitazioni estreme alla circolazione intra ed interregionale in tutta la Lombardia e nelle province di Novara, Verbano Cusio Ossola, Asti, Alessandria, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Rimini, Pesaro Urbino, Treviso, Venezia e Padova. «Quello attuale è un momento eccezionale che va affrontato con la necessaria responsabilità», recita il comunicato condiviso ieri da AIO ANDI e Commissione Albo Odontoiatri Nazionale che spiega in estrema sintesi il Dpcm dell’8 marzo scorso e come si sta muovendo il mondo del dentale per affrontare la novità.

Decalogo di comportamento:

  1. Prima che il paziente abbia accesso presso lo studio, effettuare un triage telefonico, per verificare la totale assenza di sintomi potenzialmente riconducibili al contagio da Coronavirus SARSCoV-2 quali tosse, congiuntivite, febbre (anche modesta!), starnuti, rinite, diarrea, ecc.,
  2. Evitare di avere più pazienti in sala d’attesa. Obbligatorio mantenere la distanza consigliata di almeno 1,5 metri fra una persona e quella più vicina. Meglio organizzare gli appuntamenti per avere una solo paziente per volta in sala d’attesa.
  3. Prima di avere accesso alla zona operativa, qualora il paziente dovesse avere con sé effetti personali (borse, telefoni, altro), il personale di assistenza o segreteria dello studio dovrà fornire una borsa monouso in cui porre tutti gli oggetti di sua proprietà, che, al termine della seduta di cura, il paziente avrà cura di portare con sè senza toglierli dal contenitore fornito. E’ preferibile effettuare eventuali operazioni contabili prima che il paziente sia invitato a porre i suoi oggetti personali nel contenitore monouso. Prima dell’accesso nella zona operativa invitare il paziente ad un accurato lavaggio delle mani per almeno 20 secondi con saponi specifici. Molto utili eventuali ulteriori trattamenti delle mani con gel idroalcolici o a base di cloro.
  4. Fare in modo che i pazienti durante la loro permanenza non tocchino nulla in studio, incluse maniglie di porte, superfici, oggetti, ecc.. Le operazioni contabili in segreteria (pagamenti, programmazione degli appuntamenti, ecc.) vanno gestite dal personale munito dei DPI. I guanti, vanno cambiati per ogni paziente.
  5. Tutto il personale di studio deve indossare sempre i DPI (doppio paio di guanti, copricapo in tnt, mascherina idonea – il tipo di mascherina da usare varia a seconda del paziente da trattare, del tipo di prestazione, e dell’area geografica in cui ci troviamo), calzari e camice monouso in tnt. Prima di indossare i guanti monouso eseguire un accurato lavaggio delle mani per almeno 20 secondi con saponi specifici e/o con gel idroalcolici o a base di cloro. Laddove la situazione locale dal punto di vista epidemiologico lo consenta, in assenza di specifica ordinanza regionale e/o comunale, o di DPCM (qualora ne dovesse essere emesso uno attinente al problema), possiamo usare mascherine chirurgiche normali, con l’aggiunta di occhiali protettivi e/o schermo facciale. Solo le mascherine ffp2-3 garantiscono una reale protezione dal rischio di inalazione del virus. Qualora ci si trovasse ad operare in zona rossa o su pazienti con sospetto o accertato contagio, per l’operatore sarà necessario l’utilizzo di mascherine ffp3, le uniche capaci di proteggere dal rischio di contagio legato all’aerosol che si forma durante l’uso di strumenti ad emissione di spray d’acqua (micromotore, turbina, ultrasuoni, air flow!!, ecc.).
  6. Ricambiare frequentemente e per lungo tempo l’aria fra un paziente e l’altro negli studi operativi e in sala d’attesa.
  7. Pulire scrupolosamente tutte le superfici dello studio al cambio di ogni paziente con disinfettanti idroalcolici (alcol etilico a 70°) o a base di cloro (soluzioni di ipoclorito di sodio allo 0,1%), con particolare attenzione al riunito e a tutte le superfici con cui il paziente è venuto in contatto (sedie d’attesa, banco della reception, ecc.). Le superfici più esposte vanno protette con barriere monouso che, a fine seduta, vanno sostituite, smaltendole nei rifiuti speciali.
  8. Istruire il personale su come indossare, togliere e smaltire correttamente i DPI utilizzati. I guanti vanno indossati anche doppi, così come può essere consigliato per le mascherine, se sono mascherine normali. Quando togliamo i DPI va seguita una procedura ben precisa: prima di tutto si toglie il primo paio di guanti, poi il camice, la cuffietta, i calzari e le mascherine. In ultimo gli occhiali, e gli schermi protettivi, che andranno detersi con i disinfettanti specifici. In ultimo togliere il secondo paio di guanti. Tutti i dispositivi di protezione individuale monouso utilizzati andranno smaltiti come rifiuti speciali potenzialmente infetti.
  9. Far sciacquare la bocca al pz con una soluzione allo 1% di acqua ossigenata per 30 secondi o con clorexidina allo 0,2-0,3%. per ridurre la carica batterica/virale. E’ fortemente raccomandato applicare la diga di gomma e usare la doppia aspirazione.
  10. Togliere dalla sala d’attesa tutti i potenziali contaminanti (giocattoli, consolle, giornali, libri, brochure ecc.).