La professione e il mal di schiena

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mal di schiena

Il lavoro odontoiatrico implica movimenti ripetitivi e automatismi, producendo stress psico-fisico nel dentista e nel suo team.

E questo è un fatto più che assodato. Sostanzialmente le posizioni assunte alla poltrona sono fisse, rigide (si potrebbe dire stereotipiche) e mantenute per tempi lunghi.

Ad aggravare ulteriormente questa situazione, si aggiunga il fatto che le braccia rimangono sospese e la posizione del capo è protesa in avanti.

Il prolungato mantenimento di una simile postura (disfunzionale e maladattiva) comporta un sovraccarico sulla colonna vertebrale.

Sovraccarico che, a sua volta, implica dolori muscolari e disallineamento vertebrale. Questa situazione tende inevitabilmente a cronicizzarsi poiché, a lungo andare, muscoli e vertebre diventano ipomobili in seguito alle contratture muscolari che si creano durante le posizioni lavorative non fisiologiche.

Il ricorso ai farmaci è la soluzione più spesso utilizzata ma non garantisce un rimedio stabilmente migliorativo.

Rielasticizzare le vertebre per prevenire il mal di schiena

Quindi, per prevenire e gestire il torcicollo e il mal di schiena che sono i danni più frequenti a carico del rachide, è consigliabile imparare alcuni esercizi di rielasticizzazione delle vertebre.

mal di schiena
Fig. 1

Il primo esercizio (figura 1) serve per mobilizzare la colonna cervicale.

In posizione eretta, possibilmente davanti allo specchio, mantenendo il corpo fermo e le spalle in basso, si porta in avanti e in dietro la testa come un cassetto che si apre e si chiude, cercando di non alzarla verso l’alto.

Quando la testa va indietro si forma il doppio mento.

 

Fig. 2

 

L’altro esercizio (figura 2) serve per allentare la tensione muscolare a livello dorsale, lombare e sacrale. Si devono compiere movimenti di anteroversione e retroversione del bacino.

Quindi con le mani e le gambe in appoggio, inspirando, si contrae l’addome e si solleva la zona dorso-lombare verso l’alto con la testa in basso, poi espirando si porta la zona lombare verso il basso in lordosi e la testa in posizione normale.

Questo esercizio varia in funzione delle condizioni fisiche della persona.

Effettuando regolarmente il training posturale al termine della giornata lavorativa si può riequilibrare la propria condizione fisica.

Il lavoro ripetitivo

 Il fisico del dentista risente del lavoro ripetitivo. E’ quindi utile riconoscere i segnali per prevenire il dolore. In realtà il corpo non si ribella al lavoro, ma avverte che si sta verificando uno squilibrio posturale.

L’odontoiatra ripete i medesimi movimenti quotidianamente, per molti anni: questa è la condizione migliore per cui vengono ad instaurarsi problematiche osteo-articolari, spesso molto invalidanti.

E’ utile tener presente che il corpo umano, costretto a  sopportare il carico di movimenti ripetitivi, va incontro inesorabilmente a patologie sia acute che croniche.

Talvolta un dolore anche molto intenso può essere repressivo al punto da limitare la vita lavorativa perché, se protratto per molto tempo, può influire negativamente sulla quantità di pazienti trattati, e probabilmente anche sulla qualità del lavoro.

Attraverso l’analisi delle patologie più spesso riscontrate nella professione odontoiatrica, si evince che, tra i distretti somatici più colpiti, esistono molti punti in comune che debilitano i medici dentisti. Ma quali sono? E come individuare le criticità più frequenti?

La postura e le abitudini non corrette nell’esecuzione dei movimenti reiterati e prolungati creano dolori a:

  • collo e spalle
  • mani
  • colonna vertebrale
  • anche e ginocchia

Collo e spalle

La posizione statica in cui un dentista lavora implica l’avanzamento del rachide cervicale, che causa stress alle strutture articolari cervicali e quindi insorgenza di patologie come ernie e protrusioni discali.

Inoltre, come spesso accade, se tale posizione viene protratta, porta ad un ulteriore sovraccarico dei muscoli del comparto antero-frontale e, conseguentemente, alla comparsa dei cosiddetti “trigger point miofasciali”, ovvero punti iper-irritabili presenti in una bandelletta muscolare contratta, nella quale sono presenti dei noduli palpabili.

E’ una delle forme di stati contratturali descritti in letteratura che è possibile trovare in un tessuto muscolare.

Questi trigger point sono a carico soprattutto del muscolo sterno-cleido-mastoideo che può determinare il “mal di testa cervico-genico”, davvero molto frequente e invalidante.

È dimostrato che sessioni più lunghe di 30-45 minuti portano inevitabilmente ad un inutile sovraccarico dei muscoli interessati. E’ quindi necessario, ai fini della prevenzione di tali patologie, interrompere l’attività per qualche minuto, una volta trascorsa tale finestra temporale.

In questo break è utile fare stretching dei muscoli anteriori del collo, ed eseguire dei semplici movimenti in tutte le direzioni, per mobilizzare le articolazioni.

Dolori alle spalle

La seconda area di criticità è certamente quella legata al cingolo scapolo-omerale.

Si tratta di un’area molto delicata e sensibile, strettamente connessa al problema cervicale sopra descritto. In particolare le patologie più frequenti sono legate a tendiniti a carico del capolungo del bicipite, e quella a carico del sovraspinato.

Tali disfunzioni muscolari possono provocare discinesie di una o entrambe le spalle ed una retroflessione dell’omero, che può produrre un problema di impingment tra omero e acromion con conseguente dolore alla spalla.

Uno dei rischi principali, che più frequentemente causa dolori muscolo-scheletrico-articolari, è che l’odontoiatra adatti la propria postura rispetto a quella del paziente.

Certamente la postura lavorativa deve essere comoda, ma anche ergonomica.

E’ utile non portare mai le spalle sopra i 90 gradi e, quando possibile, sfruttare l’appoggio del gomito sul paziente, o sulla poltrona, per scaricare parte del peso del braccio.

Problematiche alla mano

Si tratta di problemi al tunnel carpale, di usura dei tendini o dell’articolazione trapezio-metacarpale. Per evitare l’insorgenza di dolore e inabilità è necessario operare con strumenti tecnologici, che possono davvero fare la differenza. Orientarsi verso strumenti leggeri ed ergonomici potrebbe essere una buona soluzione. Anche per le mani e i polsi è possibile fare dei piccoli esercizi di stretching.

Problemi a carico della colonna lombare 

Il tratto lombare e quello cervicale ricusano pesantemente le lunghe sessioni in piedi e su sgabelli, che inducono un avanzamento disassato del rachide lombare.

Le patologie più frequenti sono lombalgie e lombosciatalgie, con danni a carico dei dischi intervertebrali. Questi dolori lombari sono causati dall’uso prolungato del pedale per azionare i trapani e le frese che induce a sforzare la muscolatura del piede e a contrarre i muscoli del polpaccio.

E’ dunque opportuno posizionare il paziente sempre in una posizione confortevole per il medico. Una volta individuata una posizione ottimale, potrebbe essere utile memorizzarla per non perderla. Anche pochi gradi possono fare la differenza, se il gesto operatorio è protratto per molto tempo. E’ necessario eliminare i vecchi sgabelli e dotarsi di quelli più moderni con schienali e con sedute ergonomiche.

Problemi a carico di anche e ginocchia

Queste articolazioni sostengono il peso del corpo e possono subire danni da usura molto frequenti come l’artrosi, o problematiche capsulo-legamentose, anche gravi.

L’artrosi è un processo che può iniziare intorno ai 50 anni e diventare un problema intorno ai 60-65 anni.

E’ importante che il peso corporeo non gravi e, quindi non infici, su muscoli ed articolazioni, che devono essere mantenuti tonici e funzionanti grazie ad una costante attività fisica.

L’odontoiatra ripete i medesimi movimenti quotidianamente, per molti anni: questa è la condizione migliore per cui vengono ad instaurarsi problematiche osteo-articolari, spesso molto invalidanti