Gli effetti negativi dello stress in studio

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Stress in studio

Stress in studio; è un fatto ormai acclarato quello per cui vivere all’interno di una società post-moderna iperconnessa e caratterizzata da un ritmo di vita inarrestabile ma, simultaneamente insostenibile, ovvero, vivere in una società liquida, per dirla come Z. Baumann, che peraltro crea, ipso facto, alienazione e senso di estraneità rispetto alle altre persone, slatentizza frammentazione e parcellizzazione in tanti settori della vita.

Lo stress in studio: concetto di tempo

Dall’arrivo di internet il concetto di tempo ha subìto una trasformazione: non è più tempo cronologico, ma è divenuto tempo psicologico di cui si è venuta perdendo una identificazione precisa e condivisa.

E’ diventato tutto così veloce che anche le giornate sono sempre più brevi, le settimane, le stagioni e, infine gli anni.

Tutto ormai è mutevole nel suo rapido divenire, che il tempo non basta più.

Ecco, laddove vi sono risorse che si possono reperire o acquistare, rifornendosi di cibo, acqua, carburante, denaro e quant’altro, il tempo rimane una risorsa non rinnovabile.

E’ proprio il fatto che non ci sia il tempo per fare tutto che spinge la società in cui viviamo ad accelerare ancor di più: accade così che si lascino indietro impegni, si rimandino appuntamenti, si accumuli lavoro, magari da sbrigare a casa, nel tempo libero, sottraendolo ai familiari, o nel fine settimana.

In questo fattore risiede una insidia smaccatamente minacciosa: ritenere di non avere tempo per fare tutto ciò che ci si era preposti, finendo per non separare e differenziare il tempo del lavoro dal tempo del riposo.

Di notte si dorme poco e male, si pensa continuamente agli impegni del giorno dopo, a scadenze, riunioni, controversie con i clienti o con i colleghi.

Ci si trova ad avere una mente che ‘non stacca mai’, non ci si accorge di ciò e si finisce per essere stanchi e frustrati, con il desiderio di terminare il prima possibile ciò che si ha in sospeso, senza rendersi conto che quel carico sospeso non finirà ‘mai’.

Tanto maggiore è l’intensità con cui si risolvono problemi, tanto più velocemente se ne creeranno di nuovi, con la sensazione di doverli risolvere per poter essere finalmente liberi.

Giunti a questo punto ci si ritrova in una condizione di stress che o non si ha gli strumenti per riconoscere e gestire, oppure viene diniegata tout court.

Effetti dello stress

Gli effetti negativi che lo stress può provocare in ambito lavorativo sono numerosi: riduzione della performance professionale, aggravio del carico di lavoro e, spesso, una sensazione che le ore per lavorare non siano mai abbastanza durante la giornata.

Si aggiunga poi che distrazione, irritazione, frustrazione e senso di scoramento, talvolta di depersonalizzazione, rendendo infruttuosi i rapporti con gli altri membri nel team.

Non va dimenticato, sicuramente, che lo stress può portare a gravi danni alla salute come la sindrome da burn-out, ovvero l’esito patologico di un processo stressogeno che interessa operatori e professionisti che sono quotidianamente e ripetutamente impegnati in attività che implicano le relazioni interpersonali.

Fatte queste considerazioni,ca va sans dire, non esistono le dritte per rendersi immuni dallo stress.

Purtuttavia, vi sono alcuni metodi che consentono di gestire in maniera più equanime la propria giornata al lavoro.

Vi sono, cioè, alcune regole che si possono seguire per  lavorare in un ambiente di lavoro sereno.

Come prevenire lo stress in poltrona

  • I collaboratori devono essere il più possibile affidabili e responsabili. Se lo staff non rispetta i tempi previsti, lo studio si trasforma in un ambiente disordinato e caotico.
  • Il lavoro che non viene portato a termine, o che non viene eseguito correttamente, o peggio, in modo errato, è fonte di stress. Dovrà essere riposta, quindi, molta attenzione nella fase di selezione del personale, per individuare le persone giuste e positive, prima di fare una nuova assunzione.
  • E’ opportuno istituire un briefing con il team per pianificare il lavoro. Affidare ad ognuno le proprie responsabilità fa risparmiare tempo durante la giornata e crea senso di appartenenza allo studio.
  • Tenendo a mente che il dentista è impegnato a guardare nella bocca dei pazienti, mentre il personale di segreteria sa quali sono i problemi al frontdesk, comunicare in modo efficace e coinvolgere anche chi si occupa di fatturazione, cartella clinica, agenda con il promemoria degli appuntamenti, cioè la parte gestionale dello studio, è alla base della produttività. Una buona regola è consultare chi è preposto in queste specifiche mansioni, ad esempio nella scelta di un software gestionale.
  • Mantenere un ambiente di lavoro ben organizzato, preciso e pulito rende il personale più efficiente: se ad esempio gli strumenti rimangono sempre nel medesimo posto, se si utilizzano etichette per cassetti ed armadi, anche il personale sa sempre dove trovare l’occorrente. In questo modo tutto scorrerà in modo fluido e senza interruzioni, che creano stress. E’ importante inoltre, mantenere sempre ordinata la zona clinica e le sale di servizio (sterilizzazione, segreteria, magazzino).
  • Una regola sicuramente valida è fissare degli obiettivi realistici e raggiungibili sia per se stessi che per i colleghi. Lavorare su obiettivi semplici, a piccoli passi, accresce la motivazione del team;  il paziente la percepisce come un segno di qualità elevata, quindi di professionalità. E questo accresce il meccanismo del passaparola alla base della crescita dello studio professionale.

Questi semplici passi aiutano a mantenere una calma concentrata, una mente focalizzata sugli obiettivi e, inoltre, riducono al minimo le fonti di stress. E’ quindi bene ricordare che: lo stress riduce la produttività nello studio dentistico e causa danni alla salute degli operatori.

Quali possono essere i rimedi grazie ai quali mantenere una postura corretta?

Dolori e stress cominciano dalla postura scorretta e dalle conseguenze che questa ha sulla colonna vertebrale. Nella sua ricerca, presentata al Midwinter Meeting di Chicago, nel 2017, il dr. T. Caruso, posturologo e fisioterapista, sostiene che le tre curvature fisiologiche della colonna vertebrale devono essere rispettate facendo in modo che le orecchie stiano sopra le spalle e queste sopra l’anca.

I movimenti delle braccia legati alla ripetitiva specificità del lavoro, se eseguiti in mantenendo una postura scorretta provocano lesioni ai dischi intervertebrali che tendono a dislocarsi. Questo disassamento vertebrale provoca patologie croniche degenerative alla colonna con limitazioni funzionali, dolore a riposo e accentuazione della cifosi dorsale.

Ecco, quindi quali possono essere le conseguenze dello stress sulla salute, che vanno ben oltre la colonna vertebrale.

“Lo stress può portare a gravi danni alla salute come la sindrome da burn-out, ovvero l’esito patologico di un processo stressogeno che interessa operatori e professionisti che sono quotidianamente e ripetutamente impegnati in attività che implicano le relazioni interpersonali”

 

Le 3D:

  1. disturbi del sonno;
  2. disturbi alimentari con aumento-riduzione del peso corporeo;
  3. disturbi dell’umore con tendenza alla depressione: si vengono a creare i prodromi per una sindrome da burn-out.

E le 4I:

  1. ipertensione;
  2. iperglicemia;
  3. invecchiamento precoce.

Sostanzialmente, quindi, le direzioni da seguire sono la prevenzione dello stress nell’ambiente di lavoro ed un corretto stile di vita.

Come è possibile realizzare la prevenzione dello stress nell’ambiente di lavoro? Rispettando alcune semplici regole:

  • ergonomia dentale: lavorare seduti, con il paziente sdraiato in spazi non angusti, ricordando di mantenere la testa ben centrata sulle spalle e non in avanti;
  • utilizzare gli strumenti appropriati all’ intervento;
  • appuntamenti non troppo ravvicinati con piccole pause tra un paziente e l’altro;
  • istruire correttamente la segretaria al fine di evitare che vengano inserite le ‘false urgenze’ tra gli appuntamenti del giorno;
  • inserire i pazienti difficili all’inizio della giornata lavorativa quando si è più freschi.

E mantenendo un corretto stile di vita:

  • il movimento protegge il sistema muscoloscheletrico: l’attività fisica va modulata in base all’età e ai gusti personali. II lavoro al paziente o al computer, e altre attività come guidare l’auto, pranzare sono sempre in iperflessione della colonna in avanti, pertanto è utile inserire stretching con iperestensioni nell’arco della giornata lavorativa. Le attività da privilegiare sono camminata, nuoto, pilates, yoga in modo da avere scioltezza ed elasticità articolare;
  • riposo;
  • vita sociale: evitare di isolarsi nel lavoro, senza concedersi momenti di svago. Liberare la mente aiuta a rimanere concentrati e risolvere i problemi con maggiore lucidità;
  • alimentazione sana.

“Ci si trova ad avere una mente che ‘non stacca mai’, non ci si accorge di ciò e si finisce per essere stanchi e frustrati, con il desiderio di terminare il prima possibile ciò che si ha in sospeso, senza rendersi conto che quel carico sospeso non finirà mai”