Medicina del benessere: funziona e combatte lo stress

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Medicina del benessere

Medicina del benessere. Superati i 50 anni di età il corpo va incontro inesorabilmente ad alcuni mutamenti irreversibili che apportano modificazioni significative sia alla struttura muscolo-scheletrica, sia a quella psicologico-cognitiva che a quella immuno-endocrinologica. 

Una spia dell’invecchiamento è sicuramente rappresentata, nel corpo femminile, dalla menopausa con tutto il corredo sintomatologico che l’accompagna.

L’uomo, invece, è chiamato a confrontarsi con la sarcopenia, che comporta squilibri ormonali come:

  • calo costante di ormoni androgeni (con conseguente riduzione di forza e massa muscolare);
  • calo della libido;
  • aumento del grasso viscerale;
  • aumento dell’incidenza di malattie cardiovascolari;
  • rischio di depressione.

Questo calo degli ormoni anabolici si realizza fisiologicamente e prende il nome di endocrinosenescenza.

Tenuto conto di questi processi irreversibili che avvengono nel corpo, cui inevitabilmente si aggiungono fattori stressanti legati alla professione, è altresì opportuno saper riconoscere che vi sono rimedi efficaci per combattere lo stress, proprio per evitare un precoce invecchiamento di mente e corpo. 

Conseguenze della sarcopenia

Medicina del benessere, il fattore stress

Le cause di stress sono numerose, e questo è un fatto assodato. Ma cosa possiamo fare per controllarlo? Negli ultimi anni la situazione è andata nettamente peggiorando dal punto di vista burocratico a causa della ormai ben nota crisi economica che ha implicato sia una concorrenza selvaggia e spietata che la creazione di ‘cliniche’ dentali low-cost.

Tali fattori hanno generato in molti odontoiatri un comprensibile generalizzato senso di insicurezza che appare tangibile. Questo stress, se non viene gestito, implica a sua volta una sensazione di sopraffazione. 

Un rimedio sicuramente molto sublimato è rifugiarsi nel proprio “mondo privato”, ove trovare piacere, soddisfazione e riparo quando se ne avverte il bisogno. Ma può non essere abbastanza. 

Alcuni studi hanno dimostrato che esiste una ‘postura ideale’ per l’odontoiatra. L’uso del microscopio operatorio, fino a qualche tempo fa riservato a interventi di microchirurgia nelle sale operatorie, sta lentamente iniziando a diventare una realtà sempre più diffusa perché consente interventi d’eccellenza. 

I principali vantaggi del microscopio operatorio e degli strumenti ingrandenti

Il lavoro dell’odontoiatra è ripetitivo, si prolunga per tante ore ed è importante prestare attenzione a questo aspetto al fine di prevenire eventuali patologie muscolo-scheletriche, a partire dalla zona lombare fino a giungere al rachide cervicale e alle spalle. 

E’ risaputo che il campo in cui l’odontoiatra opera è molto ristretto ed è necessario che questi abbia un’ottima visione ed illuminazione per una prestazione ottimale. Nel momento in cui si ingrandisce, e quindi si va ad aumentare il potenziale visivo, simultaneamente si accresce la portata luminosa nel campo operatorio ed è quindi possibile operare in modo molto più preciso. Questo accade perché il potenziale propriocettivo viene incrementato e si eseguono così movimenti molto più fini, ed in maniera fluida. Questo riguarda tutti gli ambiti dell’odontoiatria, a partire dalle manovre di igiene professionale fino ad arrivare a procedure più invasive. 

L’operatore che utilizza sistemi ingrandenti viene obbligato a mantenere una posizione di lavoro più eretta, perché dipende dalla distanza focale del dispositivo di magnificazione che sta utilizzando. Questo ha sicuramente dei benefici di tipo posturale. 

In sostanza, quando si lavora a occhio nudo c’è la necessità di inclinare il capo in avanti per mettere a fuoco l’area di lavoro cercando di evitare di interferire con il fascio luminoso della lampada. 

Mediante l’utilizzo di strumenti ingrandenti con luce coassiale, invece,  si impone al capo – e quindi a tutto il tronco – una posizione più eretta.

Generalmente, in ambito odontoiatrico, si usano sistemi ingrandenti di due tipi: occhialini e microscopio operatorio. 

Gli occhialini ingrandenti, associati a un fascio luminoso coassiale, vengono indossati sul capo dell’operatore, ne seguono facilmente i movimenti e impongono la distanza di lavoro per la messa a fuoco. Il peso di questi strumenti è ridotto, e questo è un aspetto da considerare quando il lavoro si prolunga per molte ore. 

Il microscopio operatorio, invece, non è solidale con la testa dell’operatore e quindi non grava sulla stabilità del rachide cervicale. Mediante l’utilizzo di questo dispositivo la postura dell’operatore raggiunge il massimo di efficacia con capo eretto e sguardo diretto verso l’orizzonte. 

Un ulteriore vantaggio è la possibilità di dotare la macchina di sistemi di presa di immagine in tempo reale (foto e video).

Nel mondo odontoiatrico si è fatto e si sta facendo molto per migliorare le postazioni di lavoro; purtuttavia ciò non toglie che, secondo i dati delle compagnie assicurative, il 70% dei dentisti che abbandona precocemente il lavoro, è costretto a farlo a seguito di lesioni muscolo-scheletriche

I vantaggi dell’uso della microscopia ottica in odontoiatria sono molteplici

Il primo vantaggio è quello dell’ergonomia posturale dell’operatore. L’uso del microscopio, infatti, consente una corretta posizione del corpo. Inoltre, ovviamente non secondario, il beneficio dell’ingrandimento è di poter utilizzare il microscopio in modo da raggiungere visivamente le parti della bocca meno accessibili. La precisione diviene uno strumento di eccellenza, riducendo – e talvolta annullando – i margini di errore, così da garantire risultati più duraturi nel tempo. 

L’uso del microscopio garantisce vantaggi anche nell’ambito della parodontologia, poiché si ricorre sempre più spesso alla mini-invasività, ovvero ad un trattamento volto al risparmio di tessuti (osso, dente e gengiva). Il numero degli accessi chirurgici si riduce drasticamente e in questo, ovviamente, il microscopio ottico gioca un ruolo fondamentale. I vantaggi si riflettono in processi di guarigione più rapidi con una netta riduzione dello stress sia dell’odontoiatra che del paziente.

Il consistente ingrandimento, quindi, favorisce l’operatore. Ci sono interventi specifici in cui, nell’ambito della chirurgia rigenerativa moderna, il presupposto è quello di operare seguendo dei concetti di minimally invasive surgery (MIS), tecnica molto complessa – potremmo dire impossibile – senza forti ingrandimenti e potenti illuminazioni. 

Nella chirurgia ossea, durante la fase di resezione, si pone particolare attenzione a preservare le fibre: riuscire a vedere all’interno di piccolissime concavità è pertanto fondamentale. 

Riguardo alla chirurgia mucogengivale, infine, il ricorso a incisioni sempre minori e l’uso di fili da sutura più piccoli permette di ridurre il trauma e accelerare la guarigione. 

Prevenire i dolori articolari e migliorare la postura in studio. 

Lo studio dentistico ergonomico favaorisce l’organizzazione del lavoro e, ça va sans dire, la carriera del dentista. La corretta postura aiuta a preservare l’integrità fisica e ridurre lo stress degli operatori. Nel mondo odontoiatrico si è fatto e si sta facendo molto per migliorare le postazioni di lavoro; purtuttavia ciò non toglie che, secondo i dati delle compagnie assicurative, il 70% dei dentisti che abbandona precocemente il lavoro, è costretto a farlo a seguito di lesioni muscolo-scheletriche.

Un recente sondaggio riferisce che il 93% degli igienisti dentali riporta dolori agli arti e alla colonna vertebrale. 

Infatti uno dei problemi più diffusi è la sindrome del tunnel carpale. 

Quindi lo stress alla poltrona può venire considerevolmente ridotto mediane l’utilizzo di sofisticate e tecnologiche strumentazioni che consentono la microscopia ottica. λ

Per informazioni e chiarimenti:

paoloquaranta@hotmail.com