ANDI dalla parte di operatori e pazienti

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L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani si è schierata dalla parte dei pazienti e degli operatori che hanno subito le conseguenze della mancata ripresa dell’attività di una catena di centri odontoiatrici.

ANDI, infatti, è da sempre impegnata in prima linea per garantire la tutela della salute orale dei cittadini, così come del lavoro degli odontoiatri e dei lavoratori impiegati nel settore.

Per questo ha voluto dare ampia eco ai media e alla professione circa la situazione della catena spagnola Dentix, che ha lasciato in sospeso sia il personale dipendente e sanitario, in attesa di sapere quando arriveranno gli stipendi, sia i pazienti che non hanno più potuto ricevere o completare le terapie che avevano in gran parte già pagato.

Si tratta di problematiche ampie e articolate, per le quali ANDI da anni chiede un
intervento legislativo per evitare il ripetersi di truffe che vedono coinvolti principalmente i
pazienti, ma anche gli odontoiatri.

ANDI, oltre a sottolineare che «la salute della bocca non può essere lasciata nelle mani di modelli organizzativi che facciano capo a “società di capitale”», ribadisce che: «L’alleanza terapeutica dentista-paziente e la concreta responsabilità del professionista sono i temi centrali: solo dalla loro costante applicazione si può impedire che accadano situazioni come quella in corso dove, a causa dell’improvvisa chiusura di una Catena commerciale, i pazienti si trovano con cure incomplete o addirittura mai iniziate, ma con il finanziamento sulle medesime da pagare».

Nel caso di Dentix, erano attivi 57 centri in varie regioni italiane con a cui afferivano
migliaia di pazienti e numerosi operatori.