Antiriciclaggio: come comportarsi in caso di sospetto pagamento con denaro di possibile provenienza illecita

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normativa antiriciclaggio
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Ho il sospetto che un mio cliente mi stia pagando le cure odontoiatriche di tutta la famiglia in contanti, con denaro di possibile provenienza illecita. Come professionista sono soggetto alla normativa antiriciclaggio e in tale ragione devo segnalare tale operazione?

Soggiacciono alla disciplina di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo (di cui al d.lgs. 231/2007) vari operatori e anche professionisti, ma non tutti.

Le categorie di soggetti obbligati sono specificate all’art. 3 del decreto citato quali dottori commercialisti ed esperti contabili, avvocati, notai, eccetera, ma nessun professionista dell’area medica è coinvolto e come tale non deve attivare nessuna procedura che preveda l’adeguata verifica della clientela e l’obbligo di segnalare operazioni sospette.

Nessun obbligo giuridico ricade quindi nei confronti dell’odontoiatra che, anzi, non può sottrarsi dal fornire le cure del caso.

Di contro, si ricorda che tutti debbono rispettare il vincolo imposto dall’art. 49 del medesimo decreto che vieta il trasferimento di denaro contante a qualsiasi titolo effettuato tra soggetti diversi (persone fisiche o giuridiche) di importo pari o superiore ai 3.000 euro.

La limitazione opera anche quando ci si mantiene sotto soglia in maniera artificiosa frazionando i pagamenti. Non si può parlare di frazionamento se l’importo è veramente corrisposto a rate.

In questo ultimo caso sarà il valore della singola rata cui si dovrà far riferimento per il limite. Questo è un vincolo giuridico cui il professionista, anche medico, deve rispettare pretendendo mezzi tracciabili per importi superiori o il rispetto del limite.