Impianto post estrattivo con rigenerazione ossea e utilizzo di Tissucol

    Post extraction implant with bone regeneration and the use of Tissucol

    Fig. 1 Immagine iniziale 4 sestante.
    Fig. 1 Immagine iniziale 4 sestante.
    Scopo del lavoro:

    L’obiettivo del seguente case report è di presentare un caso clinico di impianto post estrattivo eseguito con rigenerazione ossea e colla di fibrina.

    Materiali e metodi:

    Il caso clinico in questione riguarda un paziente con necessità di estrarre l’elemento 4.6 e successivo posizionamento di un impianto dentale. A tale scopo grazie all’esame radiografico di secondo livello (CBCT) si valutano l’altezza e lo spessore osseo e il rapporto con il nervo alveolare inferiore. L’intervento chirurgico prevede l’estrazione e contestualmente l’inserimento dell’impianto utilizzando osso eterologo, colla di fibrina e membrana di pericardio bovino. Dopo la sutura dei tessuti molli il paziente è stato dimesso con indicazioni post-operatorie e istruzioni di igiene orale domiciliare.

    Risultati:

    Si esegue il follow up a trenta giorni dall’intervento chirurgico. Come descritto in letteratura e mostrato in questo case report, la radiografia evidenzia una radiopacità a livello coronale dell’impianto inserito; clinicamente si riscontra una buona guarigione dei tessuti molli che risultano essere normocromici e normotrofici.

    Conclusioni:

    Questo case report mostra come un’attenta analisi pre-chirurgica basata sull’esame clinico e radiografico permetta di eseguire impianti post estrattivi, nel pieno rispetto dell’anatomia e senza indebolire la struttura ossea mandibolare utilizzando il Tissucol per stabilizzare la rigenerazione ossea.

    INTRODUZIONE

    Al giorno d’oggi, la riabilitazione protesica supportata da impianti è una procedura affidabile per sostituire gli elementi danneggiati o non trattabili (1). Gli impianti dentali possono essere posizionati in vari momenti successivamente all’estrazione dei denti (2). Dall’introduzione dell’osteointegrazione implantare proposta da Branemark, il tempo stimato di guarigione degli alveoli estrattivi antecedente all’intervento implantare è di 12 mesi (3). Nel corso degli anni questo tempo si è ridotto al punto da poter valutare l’inserimento immediato di impianti nei siti post estrattivi.

    Nel corso degli anni, le aspettative dei pazienti nei confronti dei trattamenti implantari sono cambiate e l’estetica ha giocato un ruolo importante nel definire quella che oggi viene chiamata riabilitazione di successo. Tra i molti fattori che influenzano i risultati della riabilitazione, i principali sono le carenze ossee e le carenze dei tessuti molli nel sito implantare previsto (4).

    Il riassorbimento della cresta alveolare è stato a lungo considerato una conseguenza inevitabile dell’estrazione del dente. Sebbene l’entità e il tipo di riassorbimento varino da individuo a individuo, si verifica una progressiva perdita del contorno della cresta alveolare dovuta al fisiologico rimodellamento osseo. Possono verificarsi complicazioni protesiche a lungo termine, perdita di funzionalità e osso insufficiente per il posizionamento dell’impianto dentale. È stato dimostrato che le tecniche di rigenerazione ossea guidata e l’uso di materiali sostitutivi dell’osso migliorano la guarigione dell’alveolo e alterano il processo di riassorbimento osseo (5).

    L’obiettivo del seguente case report è di presentare un caso clinico di impianto post estrattivo eseguito con rigenerazione ossea e colla di fibrina.

    MATERIALI E METODI

    Il seguente caso clinico riguarda un paziente di 55 anni che si presenta alla nostra osservazione per valutazione del quarto quadrante.

    Fig. 2 Immagine iniziale del 4 sestante con visione occlusale.
    Fig. 2 Immagine iniziale del 4 sestante con visione occlusale.

    Successivamente a una accurata anamnesi medico-odontoiatrica e a esami clinici, si denota la necessità di estrarre l’elemento 4.6 (fig. 1, 2) con posizionamento di un impianto dentale. A tale scopo grazie all’esame radiografico di secondo livello (CBCT) si valuta l’altezza, lo spessore osseo e il rapporto con il nervo alveolare inferiore (fig. 3-5).

    Fig. 3 ICBCT con posizionamento di un impianto virtuale e segnalazione del nervo alveolare inferiore.
    Fig. 3 ICBCT con posizionamento di un impianto virtuale e segnalazione del nervo alveolare inferiore.
    Fig. 4 Cross section.
    Fig. 4 Cross section.

    Previa accettazione del piano di cura e firma del consenso informato, si rimuove la corona (fig. 5) e si esegue un lembo a busta e si scolla a tutto spessore mediante l’utilizzo del bisturi lama 15 (fig. 6). Si effettua l’odontotomia, si estrae l’elemento, e si prepara il sito implantare con frese ed espansori di Anitua (fig. 7). Dopo aver prelevato osso autologo dallo stesso sito, viene inserito l’impianto (Prime Conomet TS x 4.6 50 Ncm) e successivamente la vite tappo per la guarigione sommersa (fig. 8).

    Fig. 5 Rimozione corona.
    Fig. 5 Rimozione corona.
    Fig. 6 Estrazione radici elemento 3.6.
    Fig. 6 Estrazione radici elemento 3.6.
    Fig. 7 Frese Anitua.
    Fig. 7 Frese Anitua.
    Fig. 8 Inserimento impianto.
    Fig. 8 Inserimento impianto.

    Si realizzata un innesto di osso autologo ed eterologo Gen-os miscelato con 5 gocce di Tissucol per poter colmare i difetti ossei intorno all’impianto (fig. 9).

    Fig. 9 Tissucol e osso eterologo.
    Fig. 9 Tissucol e osso eterologo.

    Successivamente, per poter stabilizzare l’innesto osseo si procede utilizzando una membrana di pericardio bovino incollata lingualmente con Tissel al 10% (fig. 10).

    Fig. 10 Fissata membrana di pericardio lingualmente con Tissel.
    Fig. 10 Fissata membrana di pericardio lingualmente con Tissel.

    Si sutura con punti staccati con filo monofilamento 6/0 riassorbibile senza ischemizzare i tessuti (fig. 11).

    Fig. 11 Sutura 6/0 monoriassorbibile.
    Fig. 11 Sutura 6/0 monoriassorbibile.

    Si istruisce il paziente all’utilizzo di tecniche di spazzolamento atraumatico e sciacqui con collutorio a base di clorexidina 0,20% per diminuire la carica batterica della cavità orale e favorire dunque la guarigione dei tessuti. Si dimette il paziente con terapia farmacologica e indicazioni post-operatorie.

    RISULTATI

    Al follow up a trenta giorni dopo la chirurgia, si esegue una radiografia endorale per poter verificare l’andamento della rigenerazione ossea perimplantare (fig. 12). Come descritto in letteratura e dimostrato in questo case report, la radiografia evidenzia una radiopacità a livello coronale dell’impianto inserito; clinicamente si riscontra una buona guarigione dei tessuti molli che risultano essere normocromici e normotrofici. Inoltre, durante la guarigione vi è stata assenza di fenomeni infettivi acuti quali ascessi purulenti.

    Fig. 12 Radiografia endorale con follow up a 30 giorni.
    Fig. 12 Radiografia endorale con follow up a 30 giorni.

    DISCUSSIONE

    Il posizionamento immediato dell’impianto può essere utilizzato in condizioni cliniche ideali (6). I requisiti più importanti sono una parete ossea completamente intatta con un fenotipo di parete spessa (> 1 mm) e un biotipo gengivale spesso. Inoltre, dovrebbe esservi assenza di infezione purulenta acuta nel sito di estrazione e un volume osseo sufficiente a livello apicale e palatale della radice estratta per consentire un corretto posizionamento dell’impianto 3D con una buona stabilità primaria (7).

    La rigenerazione ossea guidata si ottiene quando alle cellule osteoprogenitrici viene specificamente consentito di ripopolare il sito del difetto osseo bloccando l’ingresso di tessuto non osteogenico. Si stima che fino al 40% degli impianti osteointegrati richieda la GBR come parte della riabilitazione del paziente (8). Le membrane utilizzate nella GBR sono una parte importante dell’intervento. Sono stati utilizzati diversi materiali e le proprietà desiderabili per la terapia GBR includono biocompatibilità, proprietà di occlusione cellulare, integrazione nei tessuti ospiti, gestibilità clinica, capacità di creazione di spazio e proprietà meccaniche e fisiche adeguate. Le membrane non assorbibili, principalmente forme espanse di politetrafluoroetilene (PTFE) (e-PTFE), costituivano la prima generazione di membrane barriera. Nel complesso, questi tipi di membrane mostrano biocompatibilità e capacità di creazione di spazio. Tuttavia, le membrane non assorbibili richiedono un secondo intervento chirurgico per rimuovere la membrana. Recentemente sono stati compiuti sforzi per sviluppare membrane di nuova generazione utilizzando membrane di origine naturale o impiegando principi di ingegneria tissutale nel processo di preparazione. Inoltre, l’uso di membrane nel sito del difetto così come di innesti ossei e materiali sostitutivi sono ora comunemente usati per fornire supporto strutturale al sito del difetto e promuovere il potenziale rigenerativo intrinseco del tessuto ospite.

    Il Tissucol è una colla di fibrina e rappresenta un adesivo biologico topico, il cui effetto imita le fasi finali della coagulazione. La colla è costituita da una soluzione di fibrinogeno umano concentrato che viene attivato mediante l’aggiunta di trombina bovina e cloruro di calcio. Il coagulo risultante favorisce l’emostasi e il sigillo dei tessuti e viene completamente assorbito durante la guarigione della ferita senza reazione da corpo estraneo o fibrosi estesa (9).

    CONCLUSIONI

    Questo case report mostra come un’attenta analisi pre-chirurgica basata sull’esame clinico e radiografico permetta di eseguire impianti post estrazione nel pieno rispetto dell’anatomia e senza indebolire la struttura ossea mandibolare utilizzando il Tissucol per stabilizzare la rigenerazione ossea.

    Bibliografia:

    1. Danza M, Paracchini L, Carinci F. Analisi tridimensionale degli elementi finiti per rilevare la distribuzione delle sollecitazioni negli impianti. Cadmo dentale. 2012; 80 :598–602.

    2. Degidi M, Piattelli A, Felice P, et al. Carico funzionale immediato della mascella edentula: uno studio retrospettivo di 5 anni su 388 impianti in titanio. J Parodontolo. 2005; 76:1016–1024.

    3. Branemark PI, Hansson BO, Adell R, et al. Impianti osteointegrati nel trattamento della mascella edentula. Esperienza decennale. Scand J Plast Reconstr Surg Suppl. 1977; 16:1–132.

    4. Tettamanti L, Andrisani C, Bassi MA, Vinci R, Silvestre-Rangil J, Tagliabue A. Post extractive implant: evaluation of the critical aspects. Oral Implantol (Rome). 2017 Sep 27;10(2):119-128. doi: 10.11138/orl/2017.10.2.119. PMID: 29876037; PMCID: PMC5965067.

    5. Buser D, Chappuis V, Belser UC, Chen S. Implant placement post extraction in esthetic single tooth sites: when immediate, when early, when late? Periodontol 2000. 2017 Feb;73(1):84-102. doi: 10.1111/prd.12170. PMID: 28000278.

    6. MacBeth ND, Donos N, Mardas N. Alveolar ridge preservation with guided bone regeneration or socket seal technique. A randomised, single-blind controlled clinical trial. Clin Oral Implants Res. 2022 Jul;33(7):681-699. doi: 10.1111/clr.13933. Epub 2022 Jun 22. PMID: 35488477; PMCID: PMC9541021.

    7. Bartee BK. Extraction site reconstruction for alveolar ridge preservation. Part 1: rationale and materials selection. J Oral Implantol. 2001;27(4):187-93. doi: 10.1563/1548-1336 (2001)027<0187:ESRFAR>2.3.CO;2. PMID: 12500877.

    8. Bornstein MM , Halbritter S , Harnisch H , Weber HP , Buser D. Un’analisi retrospettiva di pazienti indirizzati per l’inserimento di impianti in una clinica specializzata: indicazioni, procedure chirurgiche e fallimenti precoci . Int J Impianti Maxillofac Orali 2008 ; 23 : 1109 – 1116 .

    9. Brennan M. Fibrin glue. Blood Rev. 1991 Dec;5(4):240-4. doi: 10.1016/0268-960x(91)90015-5. PMID: 1782483.

    Materials and methods:

    The clinical case in question concerns a patient with the need to extract tooth 4.6 implant placement. For this purpose, the height and thickness of the bone and the relationship with the inferior alveolar nerve are assessed by means of a second level radiographic examination (CBCT). The surgical procedure involves extraction and simultaneous insertion of the implant using heterologous bone, fibrin glue and bovine pericardium membrane. After soft tissue suturing, the patient was discharged with post-operative instructions and home oral hygiene instructions.

    Aim of the work:

    The objective of the following case report is to present a clinical case of post-extraction implantation performed with bone regeneration and fibrin glue.

    Results:

    Follow-up at thirty days after surgery is performed. As described in the literature and demonstrated in this case report, the radiograph shows a coronal radiopacity of the inserted implant; clinically there is good healing of the soft tissues, which are normotrophic and normochromic.

    Conclusion:

    This case report shows how a careful pre-surgical analysis based on clinical and radiographic examination allows post-extraction implants to be performed in full respect of the anatomy and without weakening the mandibular bone structure using Tissucol to stabilise bone regeneration.