Apnee notturne, il ruolo dell’odontoiatra e del chirurgo maxillo facciale: comparse o protagonisti nella terapia delle OSAS?

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OSA
vincenzo piras

Vincenzo Piras

Direttore della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia Univeristà di Cagliari

Rispondo con grandissimo piacere alla richiesta di parlare di OSA.
Da tanto tempo ormai come Scuola di Cagliari ci interessiamo del trattamento odontoiatrico della sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSA). Possiamo quindi fare il punto sui chiaro-scuri che caratterizzano l’interesse degli odontoiatri e la risposta dei pazienti alle proposte terapeutiche. Questa patologia può essere considerata di grandissimo valore professionale per gli odontoiatri e, di conseguenza, per le aziende primarie che si occupano dello studio e della produzione dei sussidi diagnostici e terapeutici utili all’odontoiatra stesso. Nonostante il Parlamento della Repubblica si sia espresso affinchè fosse recepita la normativa europea riguardo al coinvolgimento dell’odontoiatra nella cura del russamento e delle OSA, non si è ancora riusciti a sensibilizzare adeguatamente sull’argomento gli odontoiatri e i pazienti. Inoltre la classe medica continua a nutrire una certa diffidenza nei confronti del ruolo degli odontoiatri nella medicina del sonno, a dispetto del fatto che le linee guida internazionali indichino che per la cura delle OSA lievi e moderate il trattamento odontoiatrico con Apparecchio di Avanzamento Mandibolare (MAD) abbia la stessa efficacia del trattamento medico con CPAP.
Di chi possa essere la colpa è difficile a dirsi, comunque questa branca della odontoiatria rappresenta una voce marginalissima tra le terapie che vengono effettuate negli studi odontoiatrici. Per uno studio non specializzato forse è troppo impegnativo seguire un paziente nel suo percorso terapeutico e stabilire la collaborazione con medici del sonno, pneumologi, cardiologi, neurologi.
Uno studio pubblicato qualche anno fa relativo alle competenze degli odontoiatri statunitensi rispetto al trattamento delle OSA ha evidenziato che meno della metà dei dentisti conosce i segni ed i sintomi delle OSA e conosce il meccanismo di azione dei MAD e solo un quinto ha avuto una formazione universitaria sulla materia.
Per tale motivo come Università rispetto alla medicina odontoiatrica del sonno diamo molta importanza alla formazione dei nostri studenti ed accettiamo con entusiasmo la partecipazione ad eventi formativi come quello che si terrà a Cagliari nel prossimo mese di marzo.

aldo bruno gianni

Aldo Bruno Giannì

Direttore Dip. Scienze Biomediche Chirurgiche e Odontoiatriche, Università degli Studi di Milano
Direttore UOC Chirurgia Maxillo-Facciale e Odontostomatologia Ospedale Maggiore Policlinico – Fondazione IRCCS Cà Granda, Milano

L’approccio multidisciplinare alla Obstructive Sleep Apnea Syndrome (OSA) non può prescindere dalle conoscenza dalle enormi possibilità terapeutiche offerte dalle moderne tecniche osteotomiche facciali, che vengono routinariamente utilizzate nel campo delle deformità delle ossa mascellari da parte del chirurgo maxillo-facciale. Tali tecniche (osteotomie mascellari, mandibolari etc.) sono standard e sempre riproducibili e consentono di ottenere risultati stabili in termini di spostamento spaziale delle ossa facciali e quindi sono in grado di incrementare, talvolta anche in modo notevole, lo spazio aereo posteriore con una morbidità relativamente modesta. In particolare l’avanzamento maxillo-mandibolare prevede l’avanzamento contemporaneo del mascellare superiore e della mandibola, attuato rispettivamente con una osteotomia di Le Fort I ed una osteotomia sagittale dei rami mandibolari e consente un notevole aumento dello spazio aereo posteriore per la contemporanea messa in tensione oltre che dei muscoli sovraioidei anche dei muscoli del palato molle e del faringe. In particolare tale chirurgia è risultata efficace in diverse catogorie di soggetti affetti da OSA: con ostruzione della base della lingua, con OSA grave o media, con saturazione di ossigeno < 85%, e nei soggetti poco responsivi alle terapie mediche. Tale approccio trova inoltre indicazione anche in soggetti affetti da OSA con rapporti dento-scheletrici normali, in quanto la contemporanea modificazione della posizione spaziale del mascellare superiore e della mandibola, con appropriate rotazioni consente di mantenere l’occlusione dentaria immodificata, evitando nel contempo una eccessiva biprotrusione del viso. L’avanzamento maxillo-mandibolare rappresenta oggi secondo la letteratura la prima scelta terapeutica tra le opzioni chirurgiche grazie alla percentuale di successi di circa il 90%. Durante il convegno verranno illustrati i risultati della nostra casistica di oltre 60 interventi eseguiti negli ultimi 10 anni con un follow-up di almeno 12 mesi, programmati per la maggior parte in modo totalmente digitale con splints eseguiti mediante metodica Cad-Cam che testimoniano una risoluzione della problematica apnoica nella quasi totalità dei casi trattati. Si segnala infine che anche nella casista analizzata i tempi di degenza non sono mai stati superiori ai 4 gg e che le complicanze e le sequele correlabili agli interventi sono minime (saltuarie parestesie del nervo alveolare inferiore) con anche un ottimo grado di soddisfazione soggettiva dei pazienti. La figura del chirurgo maxillo-facciale assume dunque un ruolo di vitale importanza nella gestione del paziente OSAS, ed è indispensabile che questa figura sia parte integrante e punto di riferimento in un ambulatorio multidisciplinare di II livello per individuare le possibilità e gli spazi di proposta di un trattamento chirurgico volto alla cura definitiva e stabile della patologia. ●

domenico viscuso

Domenico Viscuso

Medico Chirurgo, Odontoiatra, Psicoterapeuta. Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Università di Cagliari. Responsabile del Centro
del Dolore Orofacciale e Odontoiatria del Sonno,
Clinica Odontoiatrica Università di Cagliari

La medicina odontoiatrica del sonno rappresenta una branca della odontoiatria di recente acquisizione. Si occupa della diagnosi e del trattamento odontoiatrico del bruxismo del sonno, classificato fra i disturbi del movimento correlati al sonno, e del russamento e delle apnee ostruttive del sonno (OSA), classificati come disturbi del respiro correlati al sonno. La diagnosi ed il trattamento delle OSA rappresentano probabilmente la parte clinicamente più importante per il fatto che le stesse compromettono in modo importante la qualità della vita e la salute di coloro che ne sono affetti. Il russamento primario è un disturbo che riduce la qualità della vita di relazione, però, secondo le recenti indicazioni della letteratura aumenta anche il rischio di danno cardiovascolare. Di conseguenza andrebbe trattato, anche e sopratutto perché esiste un rischio dimostrato che possa evolvere in OSA. Le OSA sono causate da una riduzione, su base ostruttiva, del flusso di aria delle vie aeree superiori. Questa ostruzione è correlata al sonno ed avviene soprattutto in alcune posizioni ed in alcune fasi del sonno. La conseguenza è una riduzione della disponibilità di ossigeno, associata ad un aumento della anidride carbonica, che aumentano il rischio di malattia cardiovascolare, neurologica e metabolica.
Il trattamento odontoiatrico si avvale di apparecchi di avanzamento mandibolari (MAD) i quali impediscono la riduzione del volume delle vie aeree superiori ed il conseguente ostacolo al flusso di aria. Secondo le linee guida internazionali il trattamento con MAD è la prima scelta nel trattamento del russamento primario e delle OSA lievi e moderate. Per quanto riguarda le OSA severe la CPAP rappresenta la prima scelta ed il trattamento con MAD deve essere intrapreso quando il paziente non tollera o non può utilizzare la CPAP. Chiaramente l’approccio al paziente con OSA richiede conoscenze specifiche da parte dell’odontoiatra e la necessità di collaborare con medici di altre discipline che trattano i disturbi del sonno. In modo più stretto con il chirurgo maxillo-facciale e con l’otorinolaringoiatra. Per tale motivo si auspica un miglioramento quantitativo e qualitativo della offerta formativa, sia universitaria che post universitaria. Con l’Università di Cagliari collaboriamo sempre favorevolmente a corsi sulla materia che si tengono sul territorio. ●

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12 marzo 2022

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EVENTO GRATUITO previa registrazione

Apnee notturne, il ruolo dell’odontoiatra e del chirurgo maxillo facciale: comparse o protagonisti nella terapia delle OSAS?