Passato, presente e futuro dell’ortognatodonzia

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Lectio Magistralis del prof. Giannì per l’inaugurazione della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell’Università di Milano

Martedi 3 marzo, presso la Fondazione IRCCS Policlinico di Milano, sede della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia, si è tenuta la lectio magistralis del prof. Ennio Giannì, fondatore della Scuola milanese e padre dell’ortognatodonzia italiana.
Il Maestro ha ripercorso le tappe della evoluzione della disciplina dai primi del ‘900, passando attraverso la presa di coscienza delle teorie funzionali e delle correlazioni tra apparato stomatognatico ed organismo, fino ad affrontare la problematica dell’influenza della genetica sui fenomeni della crescita, aprendo un nuovo orizzonte sulle possibilità di diagnosi e terapia delle disgnazie. Presenti diversi allievi del Maestro, i proff. Salvato, Santoro e Farronato; l’attuale Direttore della Scuola di Specializzazione, prof. Maiorana, ha consegnato al prof. Giannì una pergamena a ricordo di una indimenticabile giornata che per i giovani allievi presenti ha sicuramente costituito un insegnamento unico e prezioso da parte di chi, da decenni, è protagonista indiscusso e ricercatore appassionato della disciplina ortognatodontica.

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Da sinistra: il professor Maiorana, il professor Giannì, il professor Santoro e il professor Farronato.

Lezione superba, incisiva, attraente, con punti di grande pathos e commozione: l’abilità del grande Maestro si è rivelata nella sua completezza. Fluidità ed incisività dell’eloquio hanno emozionato ed interessato la platea, gremita da oltre 100 specializzandi e dal corpo docente della Scuola Specializzazione, nel più assoluto e rispettoso silenzio, trasmettendo calore, entusiasmo e gioia, con la stessa energia della prima lezione tenuta alla scuola 38 anni prima! Lucidità e freschezza hanno reso attuale l’intervento, manifestando la passione del relatore per questa disciplina in continuo necessario superamento di se stessa, come egli stesso ha precisato.
Il Prof. Giannì ha tratteggiato e spiegato in modo esaustivo i sei grandi periodi della storia e dello studio dell’ortognatodonzia. Dal primo periodo (1903) caratterizzato dal concetto meccanicistico si è passati al secondo (1933), al concetto di funzionalità con le prime moderne intuizioni sulla crescita, ove il sistema organizzato vivente non risponde mai ad un anello chiuso, ma aperto, quale sistema dinamico. Segue poi il terzo periodo (1944) della visitazione critica, con le grandi ricerche di Bjork (1955) sul biotipo e sulla vettorialità di crescita, di Jaraback, Ricketts e di Giannì stesso, ove si iniziano a descrivere le previsioni di crescita (Scuola di Milano, 1972) e di malocclusioni dentarie e mioscheletriche. Si inizia così la moderna valutazione tridimensionale del paziente. Seguono le grandi ed importanti ricerche del Prof. Giannì e della sua scuola sulla funzione respiratoria, della postura, della fonetica e sul ripristino delle multifunzioni stomatognatiche.

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La sala gremita di partecipanti

Si prosegue poi col quarto periodo (1980), in cui il grande intuito di Ennio Giannì riesce ad oggettivare il significato medico dell’apparato stomatognatico inteso nella sua globalità miofunzionale ed in stretta correlazione organismica. Ha così inizio la concezione olistica ortognatodontica: l’uomo è l’unica entità organizzata, il risultato finale della terapia tende quindi al soggetto eugnatico, dove per “eugnazia” si intende armonia morfofunzionale tra le diverse parti dell’apparato stomatognatico. Si ha quindi il soggetto “disgnatico” se questa correlazione non è armoniosa e risulta deviata. Nel 1980 Giannì definisce la disgnazia “disontogenia multifattoriale”, di conseguenza il termine “malocclusione” non è più da accettare.
Segue poi il quinto periodo (1990) detto dell’entropia (dal greco “en Trepo”, volgersi in dentro): se l’entropia aumenta, l’informazione si riduce e, con la perdita dell’informazione scientifica, si ha la comparsa di nuove pseudotecniche meccanicistiche, si pensa solamente all’allineamento dei denti ed al rispristino dell’occlusione.
Infine, il sesto ed ultimo periodo, quello della genetica e della biologia molecolare (2003), ove si determina che le caratteristiche biologiche dell’individuo sono dettate dalla particolare forma di patrimonio genetico del fenotipo. La disgnazia insorge come deviazione della linea auxologica e quale estrinsecazione fenotipica di mutazioni patologiche, ed il Prof. Giannì cita le ottime ricerche di Roberts e Kartsfield. I centri primari di crescita sono sotto stretto controllo genetico e sono attivi durante tutto il periodo pre e post natale, fino alla formazione dell’occlusione decidua; essi vengono considerati nei tre piani spaziali. Vengono poi studiati i concetti di sviluppo dell’articolazione temporomandibolare nei vari piani di crescita. Il Prof. Giannì ha insistito e sottolineato come l’ATM, a differenza di altre articolazioni, mantenga la capacità di adattarsi a fattori esogeni per un lungo periodo della vita, citando le ricerche di Pancherz (2004).
La Lectio Magistralis è terminata con la presentazione di diversi, significativi casi clinici personali diagnosticati e curati con risultati eccellenti e con follow-up di decenni con una perfetta stabilità estetica e funzionale.
Infine, un grande incitamento e un invito a tutti, in particolare ai giovani specializzandi presenti, a compiere un deciso viraggio verso la curiosità intellettuale del sapere. Il pensiero deve sempre guidare e conoscere l’operatività. “Questo giorno di inaugurazione - ha detto - deve essere considerato il nostro stimolo, all’insegna della conoscenza della verità. Martin Luther King affermava che la scienza è riuscita a guidare missili, ma non è ancora riuscita a guidare l’uomo. Ed è proprio questo l’aspetto che deve essere perseguito, non dimenticando che l’uomo, elemento finito, spesso per presunzione si perde nell’infinito”.
Una standing ovation durata diversi minuti ha concluso questa lezione di scienza, etica, umanità, saggezza, umiltà, che ha creato un’atmosfera di grande commozione tra gli allievi più antichi ed appassionati e tra i più giovani specializzandi presenti in sala. ●

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Il professor Giannì con il professor Caprioglio