Chiusura di uno studio professionale e cessione della clientela

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Ho deciso di chiudere uno studio professionale in una cittadina (lontana da quella in cui ho lo studio principale) nella quale mi recavo con cadenza settimanale a svolgere delle prestazioni odontoiatriche. Negli stessi locali un altro odontoiatra ha avviato la sua attività professionale. Ci siamo accordati affinché mi corrisponda una cifra per “pubblicizzare” il cambio di attività e la nuova apertura ai miei vecchi clienti. Devo dichiarare tale introito?

Se la cifra corrisposta fosse relativa alle attrezzature e agli arredi lasciati, bisognerebbe calcolare la differenza tra quanto già ammortizzato e quanto introitato al fine di verificare se è stata realizzata una plusvalenza o una minusvalenza.

Tuttavia, nel caso di specie, la cifra corrisposta è estranea alle attrezzature e agli arredi che, con ogni probabilità, non sono stati neanche lasciati nello studio. Di contro, questa sorta di “pubblicità” presso la propria clientela non fa altro che segnalare la presenza di un nuovo professionista che subentra negli stessi locali, con una sorta di invito mascherato a rivolgersi d’ora in poi a lui per ogni necessità.

Il fatto che lo studio principale si trovi in un luogo distante da quello che è stato chiuso rende presumibile che solo pochi clienti possano continuare ad avvalersi delle proprie prestazioni professionali con comodità e in continuità (magari solo per casi delicati o lavori già iniziati).

In conclusione, questa cifra è stata chiaramente pattuita affinché vi fosse una tacita cessione della clientela anche se non regolamentata contrattualmente. In una sorta di accordo bonario si cede lo spazio professionale al nuovo odontoiatra in quella località, con la convinzione che molti proseguiranno a frequentare lo stesso studio.

In definitiva, la cifra va considerata come un corrispettivo della cessione della clientela o per “elementi immateriali” che concorre, a norma dell’art. 54 comma 1 – quater del TUIR, a formare il reddito imponibile della professione per l’importo conseguito e nell’anno in cui è avvenuto il pagamento.