Riduzione dei pagamenti in contanti a 2.000 euro

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È già operativa la riduzione dei pagamenti
in contanti a 2.000 euro?

Dal 1 luglio il limite per i trasferimenti a qualsiasi titolo di denaro contante o titoli “equipollenti” si riduce da 3.000 a 2.000, per cui per i pagamenti in contanti si deve rimanere sotto tale soglia.

E’ sempre eccettuato il pagamento in contante che supera il limite ma effettuato in maniera rateale, purché non sia un frazionamento strumentale ad eludere la norma.

Si ricorda però che la detrazione fiscale del 19% per le prestazioni sanitarie è consentita se il paziente non paga in contanti (salvo strutture pubbliche o private convenzionate con il S.S.N.).

Immagine: www.flaticon.com

Quindi il paziente è già incentivato all’uso di mezzi tracciabili (assegno, POS, bonifico o strumenti digitali) se non vuole incorrere in problemi allorquando farà la propria dichiarazione dei redditi.

In concomitanza con tale riduzione del limite, sempre dal primo luglio, scatta l’obbligo per i professionisti di accettare pagamenti con il POS.

Per evitare che vi sia una certa ritrosia da parte dei professionisti è stato previsto un credito d’imposta per le commissioni a carico del professionista per l’uso della moneta elettronica nei rapporti con i privati.

Il credito non copre l’intero valore della spesa della commissione ma solo il 30% della stessa, pur se tuttavia costituisce un notevole passo avanti per incentivare questi mezzi di pagamento.

Infatti il professionista utilizzando il credito d’imposta potrà in parte evitare che dette spese non rimangano a suo completo carico.

Il credito si matura a prescindere dal regime contabile utilizzato.