Papa Pio XII e l’odontoiatria (parte seconda)

1996

Un altro memorabile discorso su tematiche odontoiatriche venne tenuto da Pio XII in occasione del XII Congresso Internazionale di Odontostomatologia, tenutosi a Roma l’8 settembre del 1957, circa un anno prima della sua morte. Oramai stanco ed in non buone condizioni di salute, il Pontefice volle ugualmente salutare i circa 8000 delegati, rappresentanti di 72 nazioni, che parteciparono al convegno. Anche in questa occasione stupisce la competenza del Papa in materia. Le tematiche che sono ancora oggi di estrema attualità, come la prevenzione, sono sviscerate in modo ineccepibile.
Una prevenzione efficace deve dunque cominciare col curare la madre prima della nascita del bambino; essa sorveglierà di poi la crescita del soggetto durante tutti gli stadi, dall’apparizione dei primi denti fino allo stabilimento della dentizione definitiva. Su questo lungo percorso della piccola infanzia verso l’età adulta lo specialista è tenuto ad esaminare i più svariati indizi: in tal modo gli studi morfologici degli organi alla nascita rivelano che taluni di essi, quali il cervello, il bulbo oculare e la lingua sono proporzionalmente più sviluppati che l’insieme della testa; quanto alla lingua tale disposizione provvidenziale risponde al bisogno che avrà il neonato di eseguire, fin dai primi giorni di vita, un lavoro di deglutizione abbondante per assorbire il latte materno. Ma succede alle volte che lo sviluppo della lingua anticipi di molto quello delle mascelle e provochi pressioni deformatrici suscettibili di allargare eccessivamente il mascellare superiore facendogli irretire comple-tamente la mandibola; da ciò deriva una cattiva chiusura dentaria.
Parole certamente di grande spessore, che sarebbero state bene in bocca ad un illustre clinico della materia. Il fatto che Pio XII avesse una tale precisione di termini fa certamente pensare che abbia voluto approfondire una tematica che gli stava a cuore.
E così continuava il Pontefice:
I genitori devono sforzarsi di far visitare fin dall’inizio i loro figli da uno stomatologo e sforzarsi, con il suo aiuto, di correggere abitudini che potrebbero sembrare anodine senza però esserlo sempre: i bambini che respirano attraverso la bocca, oppure continuano a succhiare il pollice anche dopo i primi anni, coloro che masticano male o trangugiano troppo presto, coloro che rosicchiano le unghie o contraggono continuamente certi muscoli del viso, manifestano con ciò sintomi che conviene combattere e far sparire senza ritardo.
Sono concetti, questi, particolarmente sentiti nei nostri tempi, che non hanno bisogno di commento e non sembrano certo pronunciati quasi sessant’anni orsono, per di più in tale contesto da una personalità apparentemente estranea all’ambito odontoiatrico.
È molto interessante leggere in chiave odierna ciò che il Papa disse dell’Ortodonzia e della Pedodonzia, allora discipline scarsamente praticate nel nostro Paese, ma di cui evidentemente Pacelli aveva intuito l’enorme importanza:
L’Ortopedia dento-facciale può, come si vede, migliorare grandemente lo sviluppo di certi bambini e adolescenti. Parecchi Stati ne hanno profittato, integrando i servizi nei programmi di prevenzione sanitaria e di assicurazione sociale. Un’organizzazione razionale delle ispezioni mediche fin dalla prima infanzia consente così di ovviare a tempo delle deformazioni congenite, di scoprire e di trattare senza indugio i primi sintomi di disordini locali o anche generali, poichè alcuni, come per esempio il diabete, qualche volta si manifestano primariamente nella bocca.(...)
La ben nota preoccupazione dei clienti per i dolori che procurano gli interventi sui denti e le conseguenze spiacevoli che ne derivano hanno attirato l’attenzione degli psicologi. La parte della vostra arte che studia le cure dentarie da applicarsi ai fanciulli si occupa particolarmente di questo problema.


Quello che segue, poi, ha quasi una valenza profetica: il Papa parla di un approccio psicologico nei confronti del piccolo paziente.
È facile a comprendersi, per esempio, che l’atteggiamento del fanciullo di fronte al dentista comanderà quasi sempre i riflessi dell’adulto. Se, grazie al giudizioso concorso dei genitori e del chirurgo stesso, questi apparisse al fanciullo come un amico che rende un servizio importante alla sua salute, al suo sviluppo e anche al suo lavoro, è verosimile che egli continuerà a consultarlo quando il bisogno e la prudenza lo consiglieranno.
Incuriosito ed appassionato alla scienza ed aperto alle nuove tecniche (ricordiamo che fu il primo Papa ad apparire in televisione), Pio XII conclude il discorso scendendo nello specifico, parlando quasi da collega a collega.
Il risultato degli atti operatori e delle riparazioni dipenderà sempre dalla scienza del dentista, dalla sua abilità professionale e dal suo senso di responsabilità; ogni apprendista sa, per esempio, che prima di procedere ad una otturazione mediante amalgama metallico, deve preparare attentissimamente la cavità dentaria e praticare angoli e orli capaci di ritenere l’otturazione senza lasciar penetrare infiltrazioni. Tale delicato lavoro richiede rifiniture minuziose, temute dai pazienti, malgrado il perfezionamento dei moderni abrasivi.
Ribadiamo come sia stupefacente l’appropriatezza linguistica e concettuale con cui il Papa tratta di questi difficili argomenti e come tale messaggio abbia un significato validissimo oggigiorno.
Si legga, ad esempio, come descrive i manipoli ad alta velocità, oggi strumenti indispensabili nella pratica odontoiatrica quotidiana ma all’epoca assoluta novità:
Abbiamo di recente appreso con la più viva soddisfazione che è stato messo a punto un nuovo strumento capace di effettuare, praticamente senza dolore, la pulizia delle cavità. Dotato di velocità eccezionale, che raggiunge 200.000 giri al minuto, questo trapano non solo è più efficace degli apparecchi ordinari, ma evita al dentista ogni sforzo di pressione, elimina il calore e risparmia al paziente le sensazioni sgradevoli che, d’ordinario, accompagnano questa operazione. Ci è caro sperare che i primi risultati così promettenti troveranno piena conferma e che il nuovo apparecchio permetterà di alleviare molte sofferenze.
Con questi due importantissimi discorsi Pacelli merita certamente di essere ricordato nella storia dell’Odontoiatria come appassionato difensore e corifeo dei progressi e degli avanzamenti di una disciplina che sino ad allora stentava ad affermarsi.
Pio XII si spense a Castelgandolfo il 9 ottobre 1958, dopo quasi vent’anni di pontificato. Fu senza dubbio una figura gigantesca nella storia della Chiesa; molto amato in vita ed ingiustamente calunniato negli anni successivi alla sua morte, la sua opera cadde in un voluto oblio.
Purtroppo, ancora al giorno d’oggi, vi è chi si ostina a denigrarne la memoria, offrendo critiche gratuite e non supportate da reale evidenza o da studi scientifici accurati.
L’ignoranza della Storia, cosa molto comune purtroppo nel nostro Paese, o il non accettare dati di fatto inoppugnabili volendo far prevalere false verità viziate da faziosità, porta ad una scorretta e non obiettiva valutazione di fatti reali.
Ci auguriamo che la rivalutazione di questa importantissima figura avvenga presto, alla luce di recenti studi che ne hanno evidenziato la grandezza e l’importanza.
Da parte nostra, con questo modesto lavoro vogliamo offrire un tributo ad uno dei più grandi Pontefici che l’umanità abbia mai avuto. ●