A tu per tu con il professor Alberto Caprioglio

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In occasione della prima edizione dell’Align Italian Summit, tenutosi alla fine dello scorso anno a Torino, la nostra redazione ha incontrato il professor Alberto Caprioglio, Professore Associato all’Università degli Studi dell’Insubria, dove è Direttore della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia.

 

Professore, lei è tra i presidenti di seduta del Summit: dalla prospettiva della sua attività di ricerca, quali relazioni hanno maggiormente stimolato la sua curiosità?

Innanzitutto l’invito a partecipare al Summit mi ha piacevolmente sorpreso, perché avere un ricercatore indipendente come chairman di seduta è sinonimo di onestà intellettuale: il mio compito come ricercatore è quello di divulgare informazioni scientificamente corrette e provare a essere un garante che i dati siano basati sull’evidenza. Come è noto, i principali filoni di ricerca su cui focalizzo la mia attività riguardano i soggetti tra i 6 e i 12 anni e non a caso sono stato inserito nella sezione Invisalign Teen, pertanto sono proprio queste le relazioni che maggiormente mi interessano. Mi piace sottolineare che la fase evolutiva non implica il semplice spostamento dentale, ma anche interagire con un individuo in fase di crescita. Ciò significa fare un passo oltre quello che è semplicemente il cavo orale ed entrare in un campo di ricerca che coinvolge il bambino e il giovane adulto nella sua interezza.

Quali sono vantaggi dell’utilizzo delle mascherine trasparenti in terapia ortodontica?

Gli allineatori possono veramente sviluppare tutto il loro potenziale in tutti i pazienti con corone molto ampie, inoltre nei pazienti con uno smalto fragile non avere ostacoli durante le normali manovre di igiene rappresenta un notevole vantaggio. Il nostro gruppo di ricerca sta lavorando su questo tipo di pazienti, che spaventano moltissimo in terapia fissa, con dati promettenti specialmente per quanto riguarda la gestione del gruppo incisivo inferiore. È ancora prematuro per parlare di risultati, ma è un campo che ci sta fornendo delle osservazioni interessanti.

Qual è la sua esperienza con queste metodiche?

All’interno dei casi su cui sto lavorando in Università e che sto trattando personalmente ho ritagliato una nicchia per i miei due campi di lavoro principali, cioè in primis l’utilizzo e la gestione della dimensione trasversale con gli allineatori. La mia seconda grande passione è la meccanica di distalizzazione con gli allineatori sulla quale stiamo arrivando finalmente ad avere i primi dati indipendenti che sarà un piacere condividere con la comunità scientifica nei prossimi mesi.

Può darci qualche anticipazione?

Il problema principale di tutta l’ortodonzia non è spostare i denti ma gestire le recidive e prevedere come queste eventualmente si verificheranno. Abbiamo trovato molte similitudini tra uno dei trattamenti ortodontici classici di distalizzazione e la distalizzazione con allineatori, focalizzando l’analisi sulla prevenzione della vestibolarizzazione del gruppo incisivo inferiore in seguito al trattamento e ponendo in risalto le analogie con la terapia con elastici di seconda classe nei pazienti adulti.

Professore, Lei da sempre si occupa di ortodonzia: come è cambiato l’insegnamento della disciplina in questi ultimi anni con l’avvento del digitale?

Bisogna sicuramente distinguere tra insegnamento al Corso di Laurea in Odontoaitria e al corso di Specializzazione in Ortodonzia. Io ho l’onore di insegnare questa disciplina in ambedue gli ambienti e la prima considerazione riguarda le ore di didattica frontale: 125 nel primo e 4.800 nella seconda (compreso il tirocinio professionalizzante alla poltrona). Ovviamente il Corso di Laurea si concentra sulle nozioni di base di biologia, movimento, anatomia e tutte le regole dell’ortodonzia classica in cui il digitale si inserisce marginalmente. Mentre per quanto riguarda la Scuola di Specialità il digitale è inserito in modo cospicuo. Del resto, i nostri studenti fanno parte della generazione dei cosiddetti nativi digitali, possiedono un PC e sono perfettamente in grado di interagire con i numerosi software a disposizione. Personalmente mi trovo ancora a mio agio anche con i metodi tradizionali, ma il futuro è tutto “digital”. ●