La rivoluzione digitale in odontoiatria, un fiume in piena inarrestabile

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Carlo Mangano

Professor Mangano, il digitale in odontoiatria rappresenta una vera e propria rivoluzione. Vuole parlarcene?

I computers ci aiutano a migliorare il trattamento del paziente in vari modi durante la terapia, consentendo di ottenere i dati dei pazienti in modi completamente diversi da quelli tradizionali. Nuovi e sofisticati strumenti come gli scanners ottici intraorali e facciali permettono di ricostruire in 3D la superficie dei denti e del viso del paziente, così come avviene con la scansione radiografica delle strutture ossee cranio-facciali (CBCT). Questi dati sono poi elaborati attraverso opportuni software di CAD (Computer Aided Design) che forniscono al clinico il modo di integrare e interpretare i dati rilevanti del paziente, per programmare le terapie più opportune. A seguire la fase produttiva tramite software CAM (Computer Aided Manufacturing), utilizzando sia fresatrici dedicate che tecniche di fabbricazione innovative quali la stampa 3D.

Questo migliora non solo la diagnosi dello stato di salute o di malattia del paziente ma permette la pianificazione e l’esecuzione delle varie fasi di trattamento terapeutico in maniera molto precisa. Nel loro insieme queste procedure digitali rendono il trattamento terapeutico più affidabile e prevedibile, fornendo nuovi strumenti, metodi e conoscenza per migliorare la qualità delle riabilitazioni finali. Inoltre, i processi di fabbricazione sono industrialmente controllati e con più elevati standard di qualità rispetto a quelli tradizionali. Ultimo e non meno importante, questo flusso di lavoro digitale può risultare più economico in termini di costi e di tempo, sia per il professionista che per il paziente.

A proposito delle applicazioni digitali oggi più diffuse in odontoiatria, cosa possiamo dire? 

Sicuramente la più nota ed utilizzata è la chirurgia implantare guidata. Attualmente sono disponibili diversi sistemi computer assistiti per ottimizzare e facilitare la chirurgia implantare guidata, che riduce chiaramente le imprecisioni rispetto alla chirurgia a mano libera. La chirurgia implantare guidata può essere raccomandata per situazioni anatomiche complesse che necessitano di un intervento chirurgico mini-invasivo, per l’ottimizzazione del posizionamento dell’impianto (come nei casi estetici critici), nell’approccio chirurgico senza lembo (flapless) e nel carico immediato. In letteratura sono documentati errori di deviazione cumulativa che possono verificarsi durante le molteplici fasi del procedimento, per esempio, durante la scansione radiologica, la segmentazione delle immagini, la pianificazione virtuale, la fabbricazione della guida chirurgica, il posizionamento della guida, e la procedura chirurgica in sé. La precisione comunque ottenuta quando si esegue la chirurgia implantare guidata sembra aumenti la possibilità di fornire una ricostruzione finale ideale. Infatti, il posizionamento guidato dell’impianto facilita l’uso di prefabbricati CAD/CAM provvisori o dei restauri finali, che possono essere consegnati subito dopo l’inserimento dell’impianto.

Ad oggi l’applicazione principale della chirurgia implantare guidata risulta essere il trattamento flapless del paziente completamente edentulo, attraverso dime in resina con boccole incassate all’interno, riduttori e stops, frese lunghe.

I vari sistemi in commercio permettono di gestire questi casi complessi con i limiti in accuratezza riportati nella letteratura scientifica, sino al carico immediato funzionale. 

Per cercare di estendere le applicazioni della chirurgia guidata anche ai pazienti parzialmente edentuli, situazione clinica certamente più frequente negli studi dentistici, bisogna superare una serie di problemi, non ultimo la mancanza di spazio nei settori posteriori, ed è difficile ottenere ciò con le suddette dime tradizionali. Il nostro centro clinico è coinvolto da tempo, insieme ad altri centri, in trial clinici sull’impiego di un sistema di recente concezione, che è stato pensato per il paziente parzialmente edentulo. È caratterizzato da dime integrali e sequenziali stampate in titanio, sottili e indeformabili che poggiano sui denti residui con dei cilindri transmucosi che guidano la preparazione del sito implantare nel diametro e alla profondità desiderata. Con questo nuovo sistema, non occorrono boccole, riduttori, stops di profondità ma vengono utilizzate le frese standard del sistema implantare in uso nello studio dentistico. 

Le applicazioni nella terapia ricostruttiva protesica sono diverse, consolidate e ben documentate in letteratura. Le procedure CAD/CAM consentono: acquisizione, gestione e stoccaggio dei dati, standardizzazione dei dati e delle procedure, l’impiego di strumenti di comunicazione 3D col laboratorio e col paziente, la fabbricazione industrializzata di componenti protesiche, nonché la possibilità di lavorazione di nuovi materiali biocompatibili, con riduzione dei tempi e dei costi. A questi indubbi vantaggi dobbiamo aggiungere la grande opportunità di poter eliminare i metalli nelle ricostruzioni protesiche (metal free) con grandi benefici per la salute dei pazienti. Inoltre, i recenti progressi tecnologici hanno fornito strumenti utili per la valutazione dei risultati nella riabilitazione orale con impianti dentali, come la CBCT, la risonanza magnetica, l’ecografia, la scansione ottica, la spettrofotometria. Oggi è possibile integrare più dati del paziente (CBCT, scansione ottica intraorale e/o di laboratorio, scansione facciale), per massimizzare il loro valore diagnostico e per eseguire al meglio la pianificazione virtuale sia degli impianti che dei restauri protesici. Per evitare confusione, sia nella terminologia che nella presentazione di dati solo di valore commerciale, vi è la necessità di maggiori studi clinici che possano convalidare e standardizzare le procedure anche per meglio definire i parametri di sicurezza ed efficacia. L’industria e la ricerca avranno il compito di sviluppare nuove tecniche di imaging e software dedicati. Gli algoritmi informatici dovranno essere migliorati per consentire una corrispondenza accurata dei diversi set di dati 3D, integrandoli in un unico software specifico. Infine, per consentire lo scambio e l’integrazione dei diversi dati, si dovranno utilizzare preferibilmente dispositivi e applicazioni software che offrano il trasferimento dei dati in modo pienamente compatibile e senza vincoli. 

La formazione in tale ambito gioca un ruolo cruciale. Concorda?

È fondamentale per il clinico ricevere un’adeguata educazione nel digitale, per operare al meglio e poter scegliere consapevolmente tra le sempre più diverse soluzioni presenti sul mercato.  Oggi la DDS organizza corsi certificati presso sedi e strutture riconosciute idonee sia per il livello di conoscenze cliniche e scientifiche che per il team di docenti, i quali devono essere soci attivi e relatori certificati della DDS con documentata esperienza clinica nelle applicazioni digitali. Ciascun partecipante potrà acquisire competenze di assoluto livello nell’ambito dell’odontoiatria digitale, divenendone un protagonista. Attendere troppo tempo prima di adottare o integrare queste tecnologie nel proprio flusso di lavoro, sottovalutandone le enormi potenzialità di sviluppo e diffusione, potrebbe rivelarsi un imperdonabile errore difficile da recuperare nel tempo.

In ultimo, ci dia qualche anticipazione in merito al prossimo evento congressuale della DDS.  

La Digital Dentistry Society (DDS) oggi è la più grande associazione scientifica del settore, e può contare su circa 10.000 soci in 60 differenti paesi.  La grande novità del 2021 sarà il “DDS Global Congress” che si terrà a Cernobbio dal 4 al 6 novembre nel prestigioso centro congressi di Villa Erba. Il più grande evento scientifico al mondo sull’odontoiatria digitale vedrà la partecipazione di importanti esperti clinici e ricercatori che discuteranno delle tecnologie digitali più innovative e delle procedure cliniche consolidate.  Gli argomenti che saranno discussi durante le tre giornate congressuali includono scanner intraorali e facciali; CBCT e nuove tecniche di imaging in radiologia orale-maxillo-facciale; software CAD/CAM; protesi digitale e nuovi materiali ceramici; stampa 3D e bioprinting in; chirurgia implantare guidata statica e dinamica; impianti, scaffold e mesh su misura per la rigenerazione ossea personalizzata; realtà virtuale e aumentata; ortodonzia digitale; endodonzia e odontoiatria restaurativa; procedure di laboratorio; robotica.

È dunque una grande occasione per i dentisti italiani per aggiornarsi o avvicinarsi all’affascinante mondo dell’odontoiatria digitale che rappresenta una rivoluzione epocale nelle terapie dentali. Tutti gli iscritti al congresso diventeranno soci DDS per un anno usufruendo dei vantaggi previsti oltre ad avere libero accesso alla piattaforma formativa.

 

Per maggiori informazioni
www.digital-dentistry.org