Sondaggio UNIDI fotografa l’emergenza e i segnali di ripresa tra le aziende del settore

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sondaggio UNIDI

Durante i lavori dell’Assemblea Generale dei Soci di UNIDI, tenutasi il 21 luglio scorso, sono stati presentati i risultati di un sondaggio condotto fra le aziende associate tra giugno e luglio.

Ne emerge un quadro preoccupante dello stato di salute della nostra industria, ma anche il ritratto di un settore forte che è pronto, seppur con fatica, a riprendersi.

Le domande centrali del sondaggio hanno riguardato chiusure aziendali, ricorso ad ammortizzatori sociali, previsioni di fatturato e di eventuali cali paragonando i mesi del lockdown con lo stesso periodo del 2020.

Dalle risposte emerge il quadro di un settore duramente provato dall’emergenza, ma con solo il 23% delle aziende che ha dovuto osservare la chiusura forzata.

La maggior parte delle aziende, il 75% circa, ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali mentre solo una minima parte, poco più del 14%, ha chiesto ai propri dipendenti di usufruire di ferie e permessi.

Rispetto al fatturato del primo trimestre del 2019, le aziende evidenziano in poco più del 40% un calo del fatturato entro il 25% e solo poco più del 12% lamenta una perdita maggiore.

Da rilevare che il 20% delle aziende, invece, segnala un aumento di fatturato. Per il secondo trimestre, invece, sale la percentuale delle aziende con le perdite maggiori e di fatto la situazione si inverte.

Le previsioni sull’anno poi evidenziano che il 37% delle aziende prevede un calo di fatturato tra il 25 e il 50% e il 35% di esse entro il 25%.

Relativamente agli investimenti nel 2020, il 29% ha dichiarato di avervi rinunciato, mentre il 30% ha confermato di volervi ricorrere; più alta invece la percentuale delle aziende ancora indecise al proposito.

Più del 50% delle aziende, infine, ha proclamato di aver investito comunque in innovazione nel corso del 2020.