L’impegno di SIdP per una sicura ripartenza della parodontologia italiana

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web tv SIdP

Due giorni di alta formazione nell’innovativo stile web tv SIdP in occasione del corso di aggiornamento del 5 e 6 di giugno al quale hanno partecipato 1100 fra odontoiatri e igienisti dentali.

I professori Girardi e Pregliasco hanno fornito aggiornamenti epidemiologici incoraggianti sulla epidemia COVID-19: il contenimento della patologia sembra risultare efficace anche in ambito odontoiatrico.

Il professor Giorgio Buonanno, fisico dell’Università di Brisbane, in una relazione sul ruolo dell’aerosol ha suggerito le strategie da adottare: limitazione delle emissioni e riduzione dell’agente infettante dall’ambiente.

Dalle sue ricerche recenti nello studio odontoiatrico è emerso che una persona infetta in 30 minuti crea un rischio di contagio di 0,8, il quale si riduce con l’utilizzo di filtri facciali a 0,35 e con la ventilazione a 0,1: la ventilazione meccanica è la soluzione migliore, seguita dall’utilizzo di purificatori di aria con filtri Hepa.

Il dottor Rosso, esperto in strategia d’impresa, ha consigliato: “Non prendete decisioni affrettate di natura strutturale nel breve termine, recuperate la fiducia dei pazienti con la valorizzazione del know-how, riorganizzate lo studio e gestite in modo programmato il patrimonio economico”.

Da un’indagine effettuata con SIdP emerge che durante il lockdown circa il 30% della popolazione ha avuto problemi gengivali ma per paura solo 1 paziente su 3 ha chiamato il dentista. Ora lo stato di salute orale per 3 milioni di italiani sembra essere notevolmente peggiorato e il 20% di loro ha timore di contagiarsi sottoponendosi alle cure dentistiche.

Il SARS COV2 ci sta aiutando ad affinare il controllo dell’aspetto respiratorio di trasmissione del contagio, ha spiegato il professor Tonetti, perché vi è ancora la probabilità di operare su paziente asintomatico positivo anche se l’incidenza nazionale al 2 giugno sia di 1 caso su 100.000 abitanti.

Il dottor Scarpelli ha ricordato che: “la prevenibilità sta via via aumentando, rimane invece ancora incerta la prevedibilità, ma è incoraggiante il fatto che in questo momento ci sia valutazione solo della colpa grave e che sussista il cosiddetto onere della prova”.

Il professor Graziani ha spiegato che lo stress causato dall’emergenza potrebbe addirittura essere paragonato a quello vissuto in momenti bellici o durante i terremoti e gli tsunami, e che questi eventi accentuano l’infiammazione anche dei tessuti parodontali.

Anche il dottor Roccuzzo ha espresso fermezza rispetto alla necessità di tornare a trattare i pazienti affetti da malattia perimplantare. Prevenire e trattare sia la parodontite che le patologie perimplantari è indispensabile in questa fase di ripartenza. Tutti concordi, poi, sulla necessità di tornare al fianco dei propri pazienti per legittimare il rapporto di collaborazione.

La famiglia SIdP dà appuntamento ad ottobre prossimo.