rassegna bibliografica

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Retrospective Study of Pterygoid Implants in the Atrophic Posterior Maxilla: Implant  and Prosthesis Survival Rates Up to 3 Years

Curi MM, Cardoso CL, Braga Ribeiro KC
Int Journal Of Oral & Maxillofac Implants
2015; 30(2):378–83

Pochi studi in letteratura hanno valutato i tassi di sopravvivenza nel medio termine di impianti posizionati nella regione pterigoidea dei mascellari. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare i tassi di successo/sopravvivenza di impianti pterigoidei in pazienti con mascellare superiore atrofico.
Materiali e metodi. Uno studio retrospettivo è stato eseguito su pazienti con mascellare posteriore superiore atrofico riabilitati con protesi pterigoidee tra il 1999 e il 2010 e seguiti per almeno 36 mesi dopo il carico. Sono stati presi in considerazione due variabili di risultato: il successo degli impianti e il successo della protesi. Sono state registrate le seguenti variabili predittive: sesso, età, angolo di posizionamento dell’impianto, numero e dimensioni degli impianti, tipologia di riabilitazione protesica, perdita di tessuto osseo, la data di consegna della protesi, e la data dell’ultimo follow-up. È stato utilizzato un modello statistico per stimare i tassi di sopravvivenza.
Risultati. Un totale di 238 impianti in titanio (172 anteriore e 66 pterigoidei) sono stati collocati in 56 pazienti. Il tasso di sopravvivenza degli impianti pterigoidei dopo 3 anni è stato del 99%. Il tasso di sopravvivenza della protesi dopo 3 anni è stato del 97,7%. La perdita ossea media intorno agli impianti pterigoidei sottoposti a carico dopo 3 anni è stato di 1,21 millimetri (range 0,31-1,75).
Conclusioni. L’inserimento di impianti nella regione pterigoidea del mascellare superiore è una valida alternativa al trattamento riabilitativo di pazienti con un mascellare posteriore atrofico. ●

Modified Implant Surface with Slower and Less Initial Biofilm Formation

John G, Becker J, Schwarz F
Int Journal Of Oral & Maxillofac Implants
2015; 17(3):461–8

Le mucositi peri-implantari e le perimplantiti sono un crescente problema in implantologia dentale. Le infezioni peri-implantari sono principalmente causate dalla formazione di un biofilm microbico e le diverse “texture” di superficie rappresentano condizioni per la formazione di biofilm con conseguente aumento della velocità di maturazione e di sviluppo di una flora microbica.
Materiali e metodi. Su tre differenti superfici implantari in titanio, lavorato in superficie mediante sabbiatura (M), con superficie acidata (SLA) e con superficie acidata-modificata (MA-mod) sono stati raccolti biofilm microbici. È stata analizzata la formazione di placca mediante colorazione con eritrosina e la spettroscopia a raggi X a dispersione di energia (EDX). Per testare la biocompatibilità di queste superfici, i campioni dopo un passaggio in autoclave sono stati colonizzati con fibroblasti gengivali umani e con placca, ed è stata valutata la vitalità cellulare.
Risultati. I valori di placca medi iniziali sono stati rilevati nel seguente ordine decrescente: superficie M> SLA> MA mod. Le differenze tra i gruppi analizzati risultavano significative. La vitalità cellulare più elevata è stata rilevata nei gruppi M, mentre MA-mod e SLA hanno mostrato risultati tra loro sovrapponibili. I risultati riferiti alla formazione iniziale di un biofilm sono stati valutati mediante analisi EDX.
Conclusioni. Per quanto si tratti di uno studio pilota con evidenti limiti è possibile affermare che la superficie MA-mod ha mostrato una iniziale formazione di biofilm microbico più lenta rispetto agli altri campioni testati, dato che potrebbe essere un vantaggio durante le prime fasi dei processi di guarigione dei tessuti trans-gengivali, inoltre risulta possibile una più semplice igiene orale da parte del paziente poiché la formazione della placca è ritardata ed un biofilm microbico immaturo è certamente più semplice da rimuovere. ●

Use of intraoral digital scanning for a CAD/CAM-fabricated milled bar and superstructure framework for an implant-supported, removable complete dental prosthesis

Lin WS, Chou JC, Metz MJ, Harris BT, D Morton
Journal of Prosthetic Dentistry
2015; 113(6): 509-15

L’acquisizione di dati digitali (impronta digitale intraorale) per protesi dentarie totali rimovibili per l’arcata edentula risulta ancora oggi una procedura complessa. Risulterebbe difficile infatti registrare con uno scanner intraorale il movimento dinamico dei muscoli, delle ossa mascellari e delle mucose. Recentemente, alcuni studi clinici hanno fornito prove sulla possibile applicazione di tale tecnica di acquisizione di dati digitali in protesi dentali parziali rimovibili di pazienti con III classe di Kennedy e protesi impianto-supportate in cui la registrazione dinamica dei tessuti molli era stata realizzata.
Questo report descrive una tecnica per fabbricare una protesi totale rimovibile dei mascellari supportata da impianti dentali, utilizzando uno scanner digitale intraorale per registrare le posizioni degli impianti e la morfologia dei tessuti molli. La tecnica presentata utilizza una progettazione ed una produzione automatizzata gestita tramite sistema CAD/CAM (CAD computer-aided design / CAM computer-aided manufacturing). Tale tecnologia si avvale di un processo sottrattivo per la fabbricazione di una barra fresata (infrastructure framework) ed un processo additivo per la fabbricazione di una sovrastruttura protesica (superstructure framework). Alla luce dei dati emersi, questa tecnica di riabilitazione digitale è in grado di ridurre il disagio del paziente ed i tempi di lavoro associati alla fabbricazione di protesi dentarie totali rimovibili supportate da impianti. ●

Digital Impressions for Fabrication of Definitive “All-on-Four” Restorations

Gherlone EF, Ferrini F, Crespi R, Gastaldi G, Capparé P
Implant Dentistry
2015; 24(1):125-9

Scopo di questo studio è di valutare la precisione di impronte digitali per una riabilitazione implantare “all-on-four”.
Materiali e metodi. I pazienti edentuli in una o entrambi i mascellari sono stati selezionati in modo casuale per questo studio. Sono state collocate protesi complete a carico immediato supportate da 4 impianti (2 assiale e 2 inclinato). Cinque ore dopo l’inserimento degli impianti, sono state posizionate protesi provvisorie avvitate impianto supportate per l’intera arcata. Dopo 4 mesi, uno scan-body digitale è stato utilizzato per finalizzare la riabilitazione protesica definitiva. Valutazioni radiografiche sono stati effettuate subito dopo l’intervento chirurgico e ad ogni visita di follow-up. Misure dei livelli ossei sono stati registrate a 6 e 12 mesi, ed è stata confrontata la perdita di tessuto osseo tra impianti verticali ed impianti inclinati.
Risultati. Sono state consegnate ai pazienti 14 protesi definitive supportate da strutture metalliche. Tutte le protesi supportate dagli impianti dentali sono state avvitate, e gli esami radiografici ha evidenziato una precisione di collegamento barra-impianto. Il tasso di sopravvivenza degli impianti è stato del 100% per tutti gli impianti posizionati. Non sono state rilevate differenze significative (P> 0.05) in perdita di osso crestale tra impianti inclinati e gli impianti verticali.
Conclusioni. L’impronta digitale sembra essere in grado di creare un modello fisico preciso e di migliorare in modo significativo l’efficienza per il team odontoiatrico, ottimizzando il flusso di lavoro. ●

A cura di: Filiberto Mastrangelo